Giuseppe – Guida al trading online https://diadi.it Thu, 27 May 2021 14:24:17 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.2 Comprare azioni Tesla: come e dove faro per guadagnare https://diadi.it/borse/comprare-azioni-tesla.html https://diadi.it/borse/comprare-azioni-tesla.html#respond Fri, 22 May 2020 12:00:22 +0000 https://diadi.it/?p=1273 Dove comprare azioni Tesla? Come fare per guadagnare? Se lo chiede chi intravede in questa azienda un’occasione di arricchimento. E sono tanti, se si considera che la “creatura” di Elon Musk si è imposta negli ultimi tempi come simbolo di innovazione, nel settore delle auto elettriche e non solo.  Per quanto a primo acchito Tesla […]

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Dove comprare azioni Tesla? Come fare per guadagnare? Se lo chiede chi intravede in questa azienda un’occasione di arricchimento. E sono tanti, se si considera che la “creatura” di Elon Musk si è imposta negli ultimi tempi come simbolo di innovazione, nel settore delle auto elettriche e non solo. 

Per quanto a primo acchito Tesla possa apparire in salute, e dunque in grado di offrire opportunità di guadagno anche agli azionisti, investire non è affatto semplice. Occorre sapere dove comprare le azioni Tesla e come farci su del buon trading. Informazioni, queste, tutt’altro che scontate. In questo articolo vi offriremo delle soluzioni in merito, in modo che possiate orientarvi in un contesto così complicato come l’azionario.

In particolare, e in riferimento alla questione del “dove” lo scontro è tra banche e broker. Ne parleremo dettagliatamente nei prossimi paragrafi, ma reputiamo sia utile mettere le mani avanti già in questa fase introduttiva. La palma del vincitore, se intendete praticare un trading classico e quindi di carattere nettamente speculativo, va ai broker. Il perché lo spieghieremo più avanti. Sappiate però che non è semplice nemmeno individuare il broker più adatto alle vostre esigenze. Noi vi consigliamo di passare direttamente ai broker più famosi e apprezzati, ovvero a eToro e OBRinvest.

Entrambi i broker hanno conquistato la fiducia di centinaia e migliaia di trader, e questo è senz’altro indice di qualità. Anche perché sono broker in grado di disegnare un ambiente di trader comodo e funzionale al guadagno. Puntano inoltre ad aprire le porte del trading anche alla gente comune, e lo fanno offrendo materiali didattici e abbattendo le barriere all’entrata. I costi di accesso (come quelli relativi all’operatività) sono irrisori, alla portata di tutti. Per esempio, le commissioni sono azzerate.

Infine, sono broker innovativi, che offrono servizi originali, a tratti inediti per un mercato comunque in evoluzione come quello del trading. ll riferimento è al CopyTrader di eToro e al servizio di ricezione segnali automatici di OBRinvest. Nei prossimi paragrafi avremo modo di analizzare a fondo anche questi due broker. 

Un focus su Tesla

Tesla è una delle aziende più interessanti del panorama automobilistico. Prende il nome dal famoso scienziato del XIX secolo Nikola Tesla, che appunto è passato alla storia per la sua attività di ricerca di stampo pionieristico nel campo dell’elettricità. Un riferimento azzeccato, dal momento che Tesla è un produttore di automobili elettriche, ed è per giunta impegnata in progetti riguardanti il fotovoltaico e le energie rinnovabili.

Il CEO è Elon Musk, il co-fondatore di Paypal, una specie di genio dei nostri tempi, un innovatore a 360 gradi. Personalità eccentrica e interessante, è autore di progetti che lasciano il segno proprio perché pionieristici, ad alto tasso di innovazione. 

La storia di Tesla

La storia di Tesla non è lunga, essendo stata fondata relativamente di recente, nel 2003. Elon Musk non figura tra i fondatori, ma è entrato quasi subito nella dirigenza della società, ovvero l’anno successivo alla sua fondazione. Queste le tappe che hanno reso Tesla una delle più grandi case automobilistiche al mondo. 

  • 2004. Viene prodotto il primo modello, la Roadster.
  • 2009. Viene prodotta la prima berlina completamente elettrica, la Model S.
  • 2014. Apertura di un gigantesco stabilimento per la produzione di batterie in Nevada, al fine di ridurre il costo di produzione. 
  • 2017. Tesla supera Ford e General Ford per capitalizzazione azionaria. 
  • 2019. Tesla acquisisce Deep Scale, una startup specializzata in intelligenza artificiale. 

Le azioni Tesla

Cosa dire sulle azioni di Tesla? In primis, che valgono molto. Attualmente, a fine maggio 2020, vantano una quotazione superiore agli 800 dollari. Certo, il prezzo è salito soprattutto negli ultimi dodici mesi, ma le azioni Tesla raramente sono scese sotto i 200 dollari. 

Come molte azioni del comparto automobilistico, quelle Tesla sono vittime di alcune importanti oscillazioni, ma il trend generale, quello a lungo termine, appare positivo. Certo, è un’azienda che vale la pena prendere in considerazione, se intendete investire nell’azionario. Il perché, lo spieghiamo più dettagliatamente nel prossimo paragrafo. 

Perché comprare le azioni Tesla

 I motivi per cui vale la pena comprare le azioni Tesla sono numerosi, e riguardano sia la componente azionaria che quella prettamente industriale. Ecco i motivi più palesi. 

  • E’ un’azienda innovatrice. Tesla vende auto elettriche. Dunque, è con un piede e mezzo nel futuro, dal momento che il petrolio prima o poi dovrà essere abbandonato. Questo è un punto a favore, in quanto rivela che sì, le possibilità che Tesla “abbia mercato” anche nel lunghissimo periodo sono elevate. 
  • E’ un’azienda dinamica. Se si guarda alla sua storia, ci si accorge che Tesla ha sempre goduto di ottimi investimenti, a tal punto da acquisire molte aziende, startup e non. Questo è indice di una certa solidità, caratteristiche che nessun trader dell’azionario può permettersi di ignorare. 
  • Le sue performance nell’azionario sono buone. Anche qui, è sufficiente dare un’occhiata al grafico per capire che le performance delle azioni Tesla sono proiettate in un trend ascendente, per quanto vittima di oscillazioni più o meno ampie e più o meno frequenti. 

Dove comprare le azioni Tesla

Un “posto” non vale l’altro. Anzi, esso può incidere pesantemente sulle speranze di guadagno del trader. Come abbiamo anticipato a inizio articolo, la scelta riguarda le banche e i broker. Il vincitore lo abbiamo già decretato, e sono proprio i broker. Nel paragrafo che segue spiegheremo il perché, operando un confronto serrato tra le due alternative. 

Banche vs broker

Quando si pensa all’investimento azionario, il primo pensiero è alle banche. Nell’immaginario collettivo, è il punto di riferimento per chi vuole comprare azioni. Non che sia una cattiva scelta, ci mancherebbe. Alcune banche sono solide e fanno realmente gli interessi dei clienti. Tuttavia, quasi per definizione, non rappresentano l’ideale per chi vuole impegnarsi nell’investimento speculativo, nella generazione del surplus attraverso le attività di trading. Il motivo è tutto sommato semplice: sono costose. Le banche devono sopportare costi di gestione elevati, e ciò si ripercuote sui clienti, che dunque scontano commissioni elevate.

Discorso diverso per i broker, che vantano una struttura più agile e quindi possono permettersi di alleggerire il carico. Anzi, alcune addirittura aboliscono le commissioni, e li compensano al massimo con spread comunque bassi. Inoltre, alcuni broker offrono il trading in CFD, acronimo di Contract for Difference: prodotti derivati che (in questo caso) utilizzano come sottostanti le azioni. Non si possiede direttamente il titolo azionario, ma si può guadagnare dalle oscillazione del suo prezzo. Da un lato, è vero, non è possibile guadagnare con i dividendi; dall’altro però si accede a un approccio più pratico al trading, e si sperimentano transazioni più rapide.

C’è da dire, poi, che alcuni broker sono sicuri almeno quanto le banche, anche perché strettamente regolamentati. Certi broker vantano licenze erogate degli enti di regolamentazione più severi in assoluto come la Cysec, la FCA etc. 

I migliori broker per comprare le azioni Tesla

A inizio articolo abbiamo presentato eToro e OBRinvest come alcuni dei broker migliori in assoluto. Nei prossimi paragrafi ne approfondiamo la conoscenza. 

eToro

eToro è uno dei broker che ha saputo conquistare meglio la scena. La fama, specie se duratura, è indice di qualità. In effetti i servizi di eToro si caratterizzano per un livello di qualità elevato. L’offerta, per esempio, è ampia e variegata (consente ovviamente di comprare le azioni Tesla). E’ anche un broker sicuro, in quanto regolamentato dalla Cysec e da altri enti di vigilanza.

eToro si caratterizza anche per i costi particolarmente accomodanti, come dimostrano le commissioni azzerate e compensate solo parzialmente dagli spread (comunque bassi e sempre dichiarai). A dimostrarlo è anche il deposito minimo iniziale, che è di soli 100 euro.

eToro vanta anche alcuni servizi innovativi, su tutti il CopyTrader. Grazie a questo servizio, l’utente può copiare le mosse di un trader a sua scelta, e accedere potenzialmente ai suoi stessi profitti. Sulla stessa falsariga anche il SocialTrading, un vero e proprio social network dove è possibile chiedere consigli, discutere e scambiare idee con gli altri trader. 

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OBRinvest

OBRinvest è un altro broker di fama mondiale. Come eToro è sicuro, in quanto severamente regolamentato (dalla Cysec e non solo). Eroga servizi di qualità e si contraddistingue per un’offerta ampia e variegata. I costi sono bassi, come dimostra il deposito minimo iniziale a 200 euro e le commissioni azzerate. Anche in questo caso, esse sono sostituiti da spread ridotti e comunicati in anticipo.

OBRinvest offre un interessante servizio di ricezione segnali, che sono mediamente più affidabili rispetto a quelli emessi dagli altri broker. Offre inoltre un corso di trading gratuito, in grado di mettere in carreggiata anche il più inesperto tra i principianti. 

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Le azioni Tesla nel 2019

Quali sono state le performance delle azioni Tesla negli ultimi anni. Ebbene, in generale il trend è positivo, a tal punto che alcuni hanno giudicato più conveniente comprare azioni Tesla piuttosto che comprare azioni Google, Facebook o di qualsiasi altra multinazionale. In effetti, le azioni dell’azienda di Elon Musk hanno cominciato ad apprezzarsi proprio nel 2019, in concomitanza di un aumento quasi esponenziale della produzione e di una serie di importanti acquisizioni.

Nello specifico, le azioni Tesla hanno inizio il 2017 con una quotazione di 317 dollari e l’anno concluso con una quotazione di 430 dollari, segnando un aumento superiore al 33%. In risultato ottimo, se si considera che durante la prima parte dell’anno il titolo è stato vittima di un trend discendente.

Le azioni Tesla nel 2020

Il 2020 era iniziato davvero bene per Tesla. Anzi, nel corso dei primi mesi non ha fatto altro che macinare aumenti su aumenti. Al 3 gennaio segnava una già ottima quotazione di 443 euro, per poi raggiungere addirittura 901 dollari il 21 febbraio. Poi è arrivata l’emergenza sanitaria e Tesla è crollata “brevemente” come quasi tutte le aziende, segnando un picco di 427 dollari il 20 marzo. Si è quasi subito ripresa e ha ripreso immediatamente a viaggiare ai livelli di gennaio-febbraio. 

Va segnalato un episodio particolare avvenuto il 2 maggio. In quella data Elon Musk ha espresso un’affermazione controversa, suggerendo che il titolo di Tesla costa troppo, rispetto a suo reale valore. Gli investitori hanno reagito malamente, causando una breve ma significativa discesa, poi rientrata nel giro di qualche giorno. 

Il futuro della azioni Tesla

Quale sarà il futuro delle azioni Tesla? Ovviamente, nessuno ha la palla di vetro, men che meno in un periodo come questo. Tutti coloro che vogliano comprare azioni devono fare i conti con un grado di incertezza insolitamente elevato. Tuttavia, se si guarda al lungo periodo, si potrebbe pensare che a sostenere Tesla sia proprio l’appartenenza a un settore innovativo, che guarda per definizione al futuro. 

Ovviamente, Tesla è e rimane un’azienda, con tutti i rischi del caso (investimenti sbagliati, entrata in scena di nuovi competitor) dunque non è possibile fare previsioni, se non con un margine di errore consistente.

Consigli per fare trading sulle azioni Tesla

Comprare le azioni Tesla, e guadagnarci su, è un po’ come comprare azioni Amazon, piuttosto che di qualsiasi altra azienda dallo spirito innovatore. Dunque valgono i consigli di sempre: seguire e monitorare le performance del mercato di riferimento, studiare le mosse dell’azienda e in particolare le vicende riguardanti gli investimenti, studiare con altrettanto impegno le trimestrali. 

Insomma, occorre praticare una classica attività di analisi, senza dimenticare però le peculiarità di Tesla. Tra queste, l’identificazione – spesso solo mediatica – con il suo CEO, Elon Musk. Quanto le sue vicende possano incidere su quelle del titolo azionario si è notato negli ultimi tempi e in particolare con l’episodio del 2 maggio. Dunque, fate attenzione anche alle sue dichiarazioni, poiché potrebbero muovere (e parecchio) il mercato. 

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Comprare Tezos: come e dove farlo per guadagnare https://diadi.it/trading/comprare-tezos.html https://diadi.it/trading/comprare-tezos.html#respond Tue, 19 May 2020 07:23:00 +0000 https://diadi.it/?p=1269 Dove comprare Tezos? Si pongono questa domanda coloro che individuano nella criptovaluta un’occasione per guadagnare. Non sono tantissimi, gli investitori di Tezos, in confronto al Bitcoin almeno, ma stanno crescendo ogni giorno che passa. Rimane una criptovaluta di nicchia, con caratteristiche assolutamente peculiari, ma caratterizzata da alcuni pregi. Questi sono notati a un numero sempre […]

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Dove comprare Tezos? Si pongono questa domanda coloro che individuano nella criptovaluta un’occasione per guadagnare. Non sono tantissimi, gli investitori di Tezos, in confronto al Bitcoin almeno, ma stanno crescendo ogni giorno che passa. Rimane una criptovaluta di nicchia, con caratteristiche assolutamente peculiari, ma caratterizzata da alcuni pregi. Questi sono notati a un numero sempre maggiori di persone, fino a conquistare la ribalta. 

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    Certo, non è facile comprare Tezos, venderla al momento giusto e realizzare un surplus, come non lo è per tutte le altre criptovalute. Tuttavia, se si posseggono le informazioni adatte è possibile aumentare le proprie chances di guadagno. La prima informazione da metabolizzare, che poi è frutto di una seria riflessione, riguarda l’annosa questione del “dove”, ovvero del tipo di piattaforma cui fare riferimento. La scelta, in genere, è tra Exchange e broker CFD.

    Ne parleremo approfonditamente nei prossimi paragrafi, ma già in questa fase introduttiva è bene mettere le mani avanti: se lo scopo è fare trading classico, dunque a carattere altamente speculativo, la soluzione migliore è rappresentata dai broker CFD. Tra i migliori broker in circolazione spiccano eToro e OBRinvest.

    Sono due broker all’avanguardia, con tanti anni di esperienza alle spalle. Broker che puntano ad aprire le porte del trading alla gente comunque, come suggeriscono le basse barriere all’entrata e l’importanza conferita al tema della didattica e della formazione. 

    Sono broker che disegnano attorno al trader un ambiente stimolante, poco esigente dal punto di vista economico. Le commissioni, per esempio, sono azzerate. Notevole è anche il parco servizi, che in alcuni casi propone elementi di originalità. Il riferimento è al CopyTrader di eToro e al servizio di ricezione segnali di OBRinvest. Di questi broker parleremo dettagliatamente nei prossimi paragrafi.

    Un focus su Tezos

    Prima di offrire suggerimenti per comprare Tezos e guadagnare, è bene proporre un focus sulla criptovaluta. E’ doveroso anche perché non siamo di fronte a una criptovaluta classica. In primis… Non si chiama Tezos, bensì Tezzie. Tezos è infatti il nome dell’ecosistema che sta alle sue spalle, che funge da base. Un sistema che consente la creazione di smart contract, e quindi transizioni di vario tipo in modo rapido, sicuro e rispettoso della privacy. Il rapporto tra Tezos e Tezzie è simile a quello tra Ethereum ed Ether.

    Tuttavia, così come Ether, un po’ per abitudine un po’ per sineddoche viene comunque chiamata Ethereum, anche noi continueremo a riferirci a Tezzie con il termine “Tezos”.

    Tezos è diversa da molte altre criptovalute soprattutto perché non prevede il mining. In cambio della ricezione di criptovalute, all’utente non viene imposto un faticoso lavoro di “estrazione”, bensì di fare parte del sistema di convalida delle transazioni, che è di tipo Proof of Stake (quello di molte altre criptovalute è Proof of Work). Il sistema fa comunque riferimento a una blockchain, per quanto ampiamente rivisitata. 

    La storia di Tezos

    Tezos si caratterizza per una storia lunga, ma non travagliata. Infatti, la sua ICO è stata annunciata nel 2014, dunque è a partire da quell’anno che gli sviluppatori hanno iniziato a progettarla. La raccolta fondi è terminata a fine 2017, e qualche mese dopo, a gennaio 2018, Tezos ha fatto il suo esordio. Lo sviluppo ha quindi richiesto ben quattro anni, che è un lasso di tempo enorme.

    Questo, però, non deve far pensare a un percorso accidentato, bensì a un percorso che non ha lasciato nulla al caso, caratterizzato da un lavoro certosino. E infatti Tezos oggi, pur non essendo la criptovaluta più scambiata al mondo e nemmeno la tecnologia a base blockchain più conosciuta, ha comunque creato una sua nicchia, un suo network di collaborazioni. 

    Una peculiarità di Tezos

    Tezos vanta molte caratteristiche peculiari, alcune così peculiarsi da risultare inedite. Su tutte, la “on chain”, che è un sistema di governance diffusa. Essa consiste nella possibilità, per i possessori “hard” di Tezos di votare le decisioni sui protocolli e sulle modifiche al codice principale. E’ un modo per far partecipare attivamente gli utenti alla vita della criptovaluta e al sistema che gli gravita intorno, ma anche per garantire a Tezos un percorso sereno.

    Molto spesso, infatti, le community di sviluppatori si sono trovati in contesti litigiosi, caratterizzati da profonde e irrisolvibili diversità di vedute. E’ accaduto, quindi, che un gruppo “prendesse il pallone e lo portasse via”, forzando delle hard fork e creando una seconda variante della criptovaluta, con tutto ciò che ne è conseguito in termini di reputazione ma anche di quotazioni (che spesso si sono dimezzate). Insomma, è uno strumento per risolvere le contese, oltre che per stimolare un ambiente inclusivo.

    Il rapporto tra Tezos e le altre criptovalute

    Il rapporto tra Tezos e le altre criptovalute è insolito, anche perché è praticamente… Inesistente. Le sue peculiarità lo rendono in qualche modo indipendente, quasi un unicum nel mondo delle criptovalute. SIcuramente, ha poco a che fare con il Bitcoin, che usa una tecnologia abbastanza diversa, caratterizzata dal sistema Proof of Work e dall’attività di mining. 

    Tezos invece non contempla il mining e si basa su un sistema di consenso, il Proof of Stake. Questo produce conseguenze rilevanti lato operatività, anche perché riduce i tempi di transazione. 

    Se proprio vogliamo trovare qualche analogia, Tezos assomiglia piuttosto a Ethereum. Anche Ethereum infatti ha il suo centro non tanto nella criptovaluta, quanto a un sistema di smart contract ampiamente utilizzato da aziende, enti e istituzioni.

    Le performance di Tezos

    Quali sono le performance di Tezos? Va detto, prima di tutto, che Tezos è abbastanza stabile, Nei suoi 2 anni e mezzo di vita ha subito continuamente oscillazioni, è ovvio, e si è spostato anche entro intervalli importanti. Tuttavia, niente che possa essere minimamente paragonato a Bitcoin. Se guardiamo al grafico a lungo termine, Tezos è stazionato per lo più nella fascia tra 1 e 2 dollari.

    Chi è solito comprare criptovalute sa quanto questa “stabilità” sia rara.

    Tezos ha comunque fatto segnare un lungo periodo di svalutazione, durante il quale si è posto al di sotto degli 0,50 dollari, e un breve plateau sopra i 2,50… Peraltro recente e antecedente all’emergenza coronavirus. 

    Dove comprare Tezos

    Dove comprare Tezos? Abbiamo risposto a questa domanda nel paragrafo introduttivo. Abbiamo brevemento fatto cenno alle due alternative, Exchange e broker CFD, per poi assegnare direttamente la palma della vittoria a questi ultimi. Nei prossimi paragrafi spiegheremo il perché, mettendo a confronto le due soluzioni, facendo emergere pregi e difetti (il cui bilancio arride, appunto, ai broker). 

    Exchange vs broker CFD

    Gli Exchange sono piattaforme che consentono di comprare criptovalute e venderle, o con altre criptovalute o con valute tradizionali come euro, dollaro, sterlina, yen etc. Si commercia in crypto reali, dunque si sconta una certa lentezza delle transizioni tipica di questa asset class, e spesso è necessario corrispondere delle commissioni salate.

    I broker CFD adottano un approccio radicalmente diverso. Consentono di commerciare in CFD, che sono prodotti derivati che sfruttano i movimenti di prezzo del sottostante. Sicché non si commercia realmente in criptovalute, ma si guadagna comunque dalle loro oscillazione. Ciò reca alcuni benefici: gli scambi sono veloci, le commissioni sono più basse e in alcuni casi persino azzerate. I broker CFD, poi, sono mediamente più sicuri: in primis perché non si rischia il furto (non ci sono crypto da rubare), secondariamente perché i broker devono essere regolamentati per legge. 

    I migliori broker CFD

    Quali sono i migliori broker CFD? A dire il vero, la scelta non è affatto semplice. In primis, perché l’offerta di broker è davvero ampia e variegata, secondariamente perché comunque i broker degni di apprezzamento sono numerosi. Noi di diadi.it però consigliamo di andare sul sicuro, e optare per due grandi nomi del panorama broker, che fungono da punto di riferimento per centinaia di migliaia di utenti.

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    eToro

    eToro è uno dei broker più importanti in assoluto. E’ apprezzato per la qualità dei suoi servizi, per la capacità di disegnare attorno al trader un ambiente tranquillo è stimolante. L’offerta è praticamente sterminata e comprende ovviamente anche il Tezos. Abbassa le barriere all’entrata riducendo praticamente tutte le voci di costo, e in particolare il deposito minimo iniziale, che è pari a 100 euro, e le commissioni, che sono addirittura azzerate (e sostituite solo parzialmente dagli sprea, comunque candidamente dichiarati). 

    Il punto di forza di eToro è CopyTrader, un servizio grazie al quale l’utente può scegliere un trader e copiarne i trader con pochi click, in modo da godere potenzialmente degli stessi profitti. Sulla stessa falsariga si posiziona SocialTrading, una specie di social network interno dove i trader possono chiedere consigli, condividere sensazioni, analisi e strategie.

    Ovviamente, eToro è un broker sicuro, anche perché autorizzato da alcuni enti regolamentatori più severi in assoluto (es. Cysec).

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    OBRinvest

    OBRinvest è uno dei broker migliori in circolazione. Si fa apprezzare per la qualità dei servizi, la grandezza dell’offerta (che ovviamente comprende anche Tezos), per delle granitiche garanzie di sicurezza. Anche OBRinvest è severamente regolamentato, e infatti possiede, tra le tante, una licenza targata Cysec.

    OBRinvest ha da molti anni abbassato le barriere all’entrata, sicché tutti possono idealmente praticare il trading. Il deposito minimo iniziale è di soli 200 euro, mentre le commissioni sono assenti e sostituite da spread molto accomodanti.

    Tra i tanti servizi sui generis che OBRinvest offre spicca la ricezione dei segnali, che sono mediamente più affidabili degli altri, Degno di nota è anche il corso di trading gratuito, in grado di mettere in carreggiata anche il più inesperto tra i principianti.

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    Consigli per fare trading con Tezos

    Sapere dove comprare Tezos è fondamentale per aumentare le speranze di guadagno. Ovviamente, non è l’unico elemento da metabolizzare. Il trader è chiamato a conoscere tutta una serie di prassi riguardanti il trading online in generale e il trading delle criptovalute in particolare, per poi giungere a una conoscenza approfondita di Tezos.

    Le maggiori difficoltà si avvertono al momento dell’analisi, dal momento che l’efficacia di questa fondamentale attività è radicalmente compromessa dalle peculiarità dell’asset class. Tuttavia, con alcuni semplici accorgimenti è possibile venirne a capo. L’altro grande tema è la “tenuta psicologica” del trader, specie quando l’obiettivo è vendere e/o comprare Bitcoin, Ethereum, Tezos etc. Tratteremo anche questo.

    Come analizzare il mercato

    L’analisi, e in particolare l’analisi tecnica, assume connotati singolari quando si parla delle criptovalute. A renderla più ostica, o anche solo diversa, è la tendenza alla volatilità. Dunque, che fare?

    Ebbene, almeno nel caso di Tezos, continuate come avete sempre fatto. Infatti Tezos è molto più stabile di altri, certamente si può venire a patti. Anzi, potreste paragonarla, in quanto a volatilità, a un qualsiasi titolo azionario. Il paragone regge anche nei confronti di altre criptovalute considerate “stabili”. Da questo punto di vista, comprare Tezos è un po’ come comprare Ripple.

    Cosa muove il prezzo di Tezos

    E per quanto riguarda l’analisi tecnica? Quali sono gli eventi, ovvero i market mover, che incidono sui prezzi? Ebbene, come tutte le altre criptovalute, nemmeno Tezos ha alle spalle una banca centrale o è collegato a una economia in particolare. Insomma, vi è una certa penuria di market mover periodi.

    Dunque, che fare? Un’idea è considerare il Bitcoin come benchmark, come accade per le altre criptovalute. Sebbene, va detto, Tezos non sempre segue il Bitcoin nei suoi movimenti di prezzo. Molto probabilmente, la scelta più saggia è elevare a market mover tutti gli eventi che, in un modo o nell’altro, incidono sulla governance del mondo crypto. Per esempio, le dichiarazioni dei policy maker, le ipotesi di legge con finalità di regolamentazione (specie se di natura fiscale), il varo di norme vere e proprie.

    Il problema di questo sistema è che, in fondo, si tratta di market mover estemporanei, quindi molto complicati da prevedere. Da questo punto di vista, comprare Tezos non ha nulla a che fare con il comprare azioni Amazon, come qualsiasi altra azioni. In quel caso, i market mover ci sono e sono stabili.

    Tuttavia, i market mover estemporanei possono comunque essere presi a riferimento per le proprie elaborazioni strategiche. A patto, ovviamente, di possedere le conoscenze per interpretare parole, valutazioni e sottintesi di chi, a vario titolo, è chiamato a decidere sul mondo delle criptovalute.

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    Compare Dash: una guida completa alla criptovaluta https://diadi.it/trading/compare-dash.html https://diadi.it/trading/compare-dash.html#respond Thu, 14 May 2020 07:16:26 +0000 https://diadi.it/?p=1264 Dove comprare Dash? Se lo starà chiedendo chi intravede in questa particolare criptovaluta un’occasione di guadagno. Non c’è da stupirsi: le valute digitali sono salite alla ribalta ormai un po’ di tempo fa, e Dash è uno dei suoi esponenti più conosciuti e interessanti. Dunque, sempre più investitori, esperti e meno esperti, stanno puntando su […]

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    Dove comprare Dash? Se lo starà chiedendo chi intravede in questa particolare criptovaluta un’occasione di guadagno. Non c’è da stupirsi: le valute digitali sono salite alla ribalta ormai un po’ di tempo fa, e Dash è uno dei suoi esponenti più conosciuti e interessanti. Dunque, sempre più investitori, esperti e meno esperti, stanno puntando su questo asset. Ciò non significa però che sia semplice comprare Dash, venderlo, generare surplus e guadagnare. La questione del “dove” non è l’unica da dirimere. Ne parliamo in questo articolo, offrendo la risposta a questa domanda e una sintetica guida per fare trading con Dash.

    Per quanto riguarda la questione del “dove comprare Dash”, la partita, è bene dirlo fin da subito, è tra gli Exchange e i broker CFD, come per qualsiasi altra criptovaluta del resto. Analogamente, è bene anticipare il vincitore della contesa, pur rimandando ai paragrafi successivi per una spiegazione più corposa. Ebbene, i broker CFD battono nettamente gli Exchange, se lo scopo è fare trading classico, dunque marcatamente speculativo. 

    Di broker ce ne sono tantissimi, c’è quasi l’imbarazzo della scelta. Noi vi consigliamo di tagliare la testa al toro, e ignorare quei broker che, da sconosciuti o semi sconosciuti, promettono troppo col rischio di mantenere ben poco. Vi consigliamo, insomma, di puntare sui nomi consolidati, sui broker riconosciuti universalmente come i migliori: eToro e OBRinvest.

    Sono tre broker che fanno della qualità dei servizi il loro marchio di fabbrica, ma che non rimangono insensibili di fronte alle esigenze degli aspiranti investitori, di chi – da profano – intende approcciarsi al trading. Per questo motivo, hanno abbassato le barriera all’entrata e predisposto costi molto accomodanti. Tra l’altro, sono promotori di servizi particolari, che si pongono all’avanguardia di un mercato che rischia di essere ingabbiato da un certo immobilismo. Il riferimento è al CopyTrader di eToro e al servizio di ricezione di OBRinvest, e all’offerta multi-piattaforma di Plus500. Nei prossimi paragrafi parleremo di questi broker, e proporre un focus sui servizi in questione. 

    Un focus su Dash

    Prima di offrire dei consigli su dove comprare Dash e su come farci del buon trading, è bene dedicare alla criptovaluta un po’ di spazio. Dash è una criptovaluta tutto sommato classica, che si ispira al Bitcoin ma punta a superarlo sotto alcuni aspetti. In un certo senso, punta a rappresentarne una evoluzione. Il perché lo vedremo nei prossimi paragrafi.

    Come funziona Dash

    Il funzionamento di Dash è abbastanza simile a quello del Bitcoin. Anche perché simile, in fondo, è anche la struttura, la tecnologia di fondo. Questa criptovaluta, infatti, sfrutta la tecnologia della blockchain. Il binomo blockchain-criptovaluta, va detto, è scontato nell’immaginario collettivo, un po’ meno nella realtà. Sono tantissime le criptovalute che non fanno uso di blockchain, anche piuttosto famose. Su tutte, Ripple.

    I progettisti di Dash, però, hanno deciso di andare sul sicuro, riservandosi comunque un po’ di margine all’innovazione. Ciò risulta evidente da una caratteristica particolare di Dash: è open source. Questo significa che tutti possono proporre modifiche nel codice, a patto ovviamente di rispettare alcune stringenti linee guida. Questa possibilità ha favorito la nascita attorno a Dash di una community di sviluppatori molto nutrita e affiatata.  

    La storia di Dash

    La storia di Dash è abbastanza travagliata, come la maggior parte delle criptovalute del resto. E’ stata creata nel 2014. I suoi sei anni di vita suggeriscono che l’asset è ancora piuttosto giovane, ma va specificato che sei anni per un mercato in costante evoluzione come quello crypto possono essere considerati quasi come un’era geologica. 

    Come buona parte delle criptovalute, ha seguito un po’ il percorso di Bitcoin. E’ partita in sordina, e infatti è rimasta al di sotto dei 10 dollari per almeno un triennio. Poi, a partire dal 2017, una cavalcata trionfale, che l’ha portata a fine anno a toccare quota 914 dollari. Dopo, il declino, fino al minimo di 39 dollari di dicembre 2019. Con l’arrivo del nuovo anno, Dash aveva dimostrato di potersi riprendere, e infatti al 14 febbraio aveva superato i 130 dollari. Poi è arrivata l’emergenza sanitaria e le carte in tavola sono cambiate nuovamente.

    Il legame tra Dash e Bitcoin

    Abbiamo già accennato al rapporto tra Dash e Bitcoin. In estrema sintesi, Bitcoin ha funto da ispirazione per Dash. Questo risulta evidente anche solo guardando il grafico: Dash ne ha seguito fedelmente i movimenti, magari a distanza di un paio di giorni. Va detto, però, che ha recuperato meno bene il crollo post 2017.

    Il legame tra le due criptovalute risulta evidente anche analizzando la struttura tecnica di Dash. Essa è infatti molto simile a quella del Bitcoin. Simile ma… Un po’ diversa. Gli sviluppatori hanno infatti cercato di superare i limiti del Bitcoin, aggiungendo modifiche che rendessero le transazioni molto più veloci. Il risultato è stato parzialmente raggiunto: è vero, le transazioni di Dash sono più veloci di quelle del Bitcoin, ma rimangono più lente di quelle delle valute tradizionali (euro, dollaro, sterlina, yen etc.). 

    Dove comprare Dash

    Il primo nodo da sciogliere è quello del “dove”. In realtà lo abbiamo sciolto a inizio articolo, dipingendo i broker CFD il “posto” migliore su cui fare trading su Dash, a discapito degli Exchange. Adesso è il momento di spiegare perché. Lo facciamo nel prossimo paragrafo. 

    Exchange vs broker CFD

    Gli Exchange sono semplicemente piattaforme dove è possibile comprare criptovalute, o con altre criptovalute o con valute tradizionali. Si commercia in criptovalute reali, e pertanto si paga sempre una commissione su ogni transazione, che può essere più o meno salata. 

    I broker CFD, per l’appunto, consentono di fare trading sulle criptovalute (tra le altre asset class) ma mediante i CFD, Contract For Difference. Con questa espressione si intendono prodotti derivati che hanno gli asset reali come sottostanti. In questo modo, il trader può fare i movimenti di prezzo ma senza commerciare realmente con quegli asset.

    Nel caso delle criptovalute, si tratta di un vantaggio non da poco. Non si scontano i tempi di transazione (che per le criptovalute sono lunghe), non si corre il rischio di essere derubati, le commissioni sono più basse. Dunque, la soluzione migliore è proprio il trading con i CFD, se volete investire in Bitcoin, Dash o qualsiasi altra criptovaluta.

    Anche perché i broker, per poter operare, devono possedere licenze erogate dagli enti di regolamentazione, e questa è una garanzia di sicurezza per i trader. Molti Exchange, di contro, non posseggono alcuna licenza, anche perché sono poco regolamentati in generale.

    I migliori broker CFD

    A inizio articolo abbiamo menzionato, in qualità di “buoni” broker CFD, eToro eOBRinvest. Di seguito, un focus su questi tre broker. 

    Piattaforma: etoro
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    eToro

    eToro è uno dei broker più conosciuti in assoluto. La fama è meritata, dal momento che offre servizi sempre all’altezza della situazione ed è in grado di creare attorno al trader un ambiente sereno e stimolante. La sua offerta è immensa, e comprende molte asset class, dunque anche le criptovalute (e di conseguenza che Dash). Si caratterizza per l’approccio molto morbido al tema dei costi, come testimonia il deposito minimo iniziale a 100 euro e le commissioni azzerate, solo parzialmente compensate dagli spread (comunque sempre dichiarati).

    La specialità di eToro è il CopyTrader, un servizio che consente di scegliere un trader e di replicarne le mosse, in modo da accedere potenzialmente ai suoi stessi guadagni. eToro, per concludere, è anche un broker sicuro, che possiede molte licenze, tra qui quella erogata dalla severissima Cysec. 

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    OBRinvest

    OBRinvest è un altro dei grandi nomi del panorama broker. Anch’esso si caratterizza per una qualità dei servizi straordinaria e per un’offerta che abbraccia la maggior parte delle asset class. Ovviamente grazie a OBRinvest è possibile fare trading anche con Dash. Questo broker si caratterizza per le basse barriera all’entrata, simboleggiate da un deposito minimo iniziale di soli 200 euro e da commissioni azzerate. Al loro posto si scontano gli spread, che sono comunque minimi e sempre dichiarati.

    OBRinvest offre un interessante servizio di ricezione segnali, facile da utilizzare e capace e mediamente molto affidabile. Il broker è anche interessato alla tematica della formazione, come si evince dal corso che mette a disposizione gratuitamente. OBRinvest è un broker sicuro, in possesso di molte licenza (anche in questo caso, si segnala la licenza erogata dalla Cysec). 

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    Come fare trading con Dash

    Scegliere il “posto giusto” dove comprare Dash vuol dire aver risolto solo un problema. Per guadagnare ci vuole ben altro, anche perché è un obiettivo non facile da raggiungere. Di seguito, alcuni consigli che riguardano l’analisi e la gestione della psicologia. 

    L’analisi tecnica di Dash

    L’analisi tecnica di Dash è molto complicata, come del resto accade con tutte le criptovalute. Per inciso, è più complicata di quanto non sia con asset tradizionale, come possono essere i titoli azionari o le valute fiat (dollaro, euro, sterlina, yen etc.). Il motivo è semplice: il Dash è molto volatile. Magari le oscillazioni non sono ampie come quelle del Bitcoin, ma raggiungono livelli davvero significativi, persino superiori alle altre criptovalute (lo sa bene chi si diletta a comprare Ripple).

    Dunque, che fare? L’analisi tecnica ne risulta sfalsata? In realtà no, valgono tutte gli approcci, gli strumenti e le prassi che valgono per gli altri asset. Semplicemente, quando stabilite i punti di entrata e di uscita, tarate il tutto sulle dinamiche cripto. In buona sostanza, tenete bene a mente che l’asset è volatile e oscilla parecchio.

    L’analisi fondamentale di Dash

    Il discorso è solo all’apparenza più semplice, quando si parla di analisi fondamentale. Infatti, il Dash ha un punto di riferimento abbastanza granitico (nel senso che il legame è solido): il Bitcoin. Questa criptovaluta funge da benchmark e da market mover allo stesso tempo. Ciò può apparire scontato per tutte le criptovaluta, ma è in realtà una dinamica che ne coinvolge solo una parte. Per esempio, Ripple non segue il Bitcoin.

    Ovviamente, analizzare e tenere sempre a mente i movimenti del Bitcoin non manca. “Là fuori” c’è un mondo pieno di market mover. Peccato che questi non producano un vincolo stabile, solido e men che meno regolare. Proprio come Bitcoin, Dash non ha una banca centrale che possa fungere da market mover riferimento.

    Il consiglio, quindi, è di seguire tutti quegli avvenimenti che rendono le cripto un po’ più vicine alla qualifica di moneta reale o almeno asset di investimento “dignitosi”, dunque dichiarazioni di policy maker, progetti di legge etc.

    Un consiglio di natura psicologica

    Infine, un appunto di carattere psicologico. Ebbene, preparatevi mentalmente alle difficoltà, contestualizzate quello che vedete a schermo. Mentre fate trading, proteste notare un calo significativo dei prezzi, a volte un vero e proprio crollo. Ecco, in questi momenti siate consapevoli che Dash è e rimane una criptovaluta, per sua natura volatile.

    Imparate a gestire le emozioni che rischiano di farvi perdere lucidità, se lasciate a se stesse: la paura, la tensione, l’euforia per un trade andato bene etc. Solo in questo modo potrete mantenere l’assoluto controllo sulla vostra attività di trading, obiettivo che è meno semplice da conseguire di quanto ci si possa aspettare. 

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    Comprare Ripple: una guida per guadagnare https://diadi.it/trading/comprare-ripple.html https://diadi.it/trading/comprare-ripple.html#respond Thu, 07 May 2020 07:03:12 +0000 https://diadi.it/?p=1261 Comprare Ripple è un desiderio di molti. Il numero di estimatori di questa criptovaluta è in continua crescita. Non c’è da stupirsi: certo, è ancora considerata una valuta digitale di nicchia, quasi per intenditori, ma è già in grado di attirare investitori esperti e non in virtù di una struttura particolare, di caratteristiche peculiari che […]

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    Comprare Ripple è un desiderio di molti. Il numero di estimatori di questa criptovaluta è in continua crescita. Non c’è da stupirsi: certo, è ancora considerata una valuta digitale di nicchia, quasi per intenditori, ma è già in grado di attirare investitori esperti e non in virtù di una struttura particolare, di caratteristiche peculiari che la differenziano rispetto le altre crypto. Se pensate che Ripple sia la solita copia di Bitcoin, vi state sbagliando. Anzi, si distingue nettamente per finalità, tecnologia e anche per metodologia di scambio. Nondimeno, pone in essere alcune interessante opportunità, per chi le sta sfruttare. 

    Certo, non è facile comprare Ripple, venderlo all’occorrenza, generare surplus etc. Il trading con Ripple è per molti un argomento complicato. Può essere però padroneggiato, con un po’ di pazienza e se si acquisiscono le informazioni adatte. Le più importanti riguarda la questione del “dove”. Dove comprare Ripple? La scelta, come per tutte le criptovalute, è tra Exchange e broker CFD. Nell’articolo che segue rispondiamo esattamente a questa domanda. Anzi, anticipiamo il vincitore della contesa già in questa fase introduttiva: se l’obiettivo è fare trading classico, a breve e medio termine, di natura speculativa, l’alternativa migliore è rappresentata dai broker CFD. 

    Nei prossimi paragrafi spiegheremo il perché. Nel frattempo presentiamo alcuni dei migliori broker CFD: eToro, OBRinvest e xtb. Sono broker all’avanguardia, conosciuti e apprezzati da centinaia di migliaia di utenti in tutto il mondo. Si caratterizzano per la straordinaria qualità dei servizi, per la capacità di disegnare attorno al trader un ambiente confortevole, adatto alla creazione del profitto. 

    Sono anche broker che sanno attrarre la gente comune, e che per farlo abbassano le barriere all’entrata. Per finire, offrono anche servizi innovativi. Il riferimento è al CopyTrader di eToro, al Trading X Central di OBRinvest e all’offerta di piattaforme multi-device di xtb. Nei prossimi paragrafi approfondiremo questi broker uno ad uno.

    Alla scoperta di Ripple

    Prima di offrire qualche consiglio utile per fare trading con Ripple, è bene inquadrare questa interessante criptovaluta. Pertanto, ne proponiamo una panoramica che coinvolge qualche informazione generica, la sua struttura, i suoi obiettivi e le sue performance.

    Cos’è Ripple

    Ripple è due “cose”. E’ una criptovaluta, certo, come lo sono il Bitcoin, l’Ethereum, il Litecoin. Tuttavia, è anche un sistema di pagamenti, il cui scopo è consentire delle transazioni scevre da costi. E’ una specie di piattaforma open source, a cui possono contribuire tutti (purché rispettino delle stringenti normative). 

    A interessare gli investitori è la valuta che funge da collettore per il sistema, ovvero il Ripple propriamente detto, il cui simbolo è XRP. Alle banche, ai finanziatori e alle corporate interessa soprattutto l’ecosistema che gravita attorno, e che realmente è in grado di offrire vantaggi nella gestione delle transazioni.

    Questa doppia natura di Ripple, è il solido sistema di partnership che ha saputo creare, incidono anche dal punto di vista finanziario, ovvero sulle quotazioni della criptovaluta. Ovviamente in positivo, ma anche in un modo diverso da quello che ci si potrebbe aspettare (il perché lo vedremo in uno dei prossimi paragrafi). 

    La storia di Ripple

    XRP è nato nel 2013, che nel mondo crypto indica un passato remoto. E’ stato considerato a lungo come un asset estremamente di nicchia e in un certo senso (ma in misura minore) è percepito ancora come tale. Non stupisce, quindi, che sia salito alla ribalta solo a partire dal 2016, trascinato dall’effetto Bitcoin. Presto, però, non appena il “mondo” si è accorto delle sue potenzialità, Ripple ha cominciato a camminare sulle sue gambe.

    Sicché è riuscito a difendere la sua posizione nel corso degli anni, a garantirsi una certa stabilità, fenomeno più unico che raro per una criptovaluta. L’unico colpo di testa, quasi subito ritracciato, è stato l’aumento esponenziale da 0,50 dollari a oltre 3 dollari a cavallo tra il 2017 e il 2018.

    Il rapporto tra Ripple e Bitcoin

    A tal proposito è interessante analizzare il rapporto tra Ripple e Bitcoin. Quest’ultimo è considerato come l’indiscusso benchmark per tutte le criptovalute, come il market mover principale. Ciò è generalmente vero… Ma non per il Ripple. Quasi subito, il Ripple ha dimostrato di vivere di luce propria, certo con numeri piccoli: il prezzo eccetto una breve parentesi non ha mai superato i 0,50 dollari. Tuttavia, è una delle criptovalute più importanti per capitalizzazione. 

    La verità è che Ripple e Bitcoin sono radicalmente diversi. Comprare Bitcoin e farci trading è tutta un’altra cosa. Ecco perché.

    • Ripple è stabile. Non stabile come una valuta fiat, ma come un titolo azionario certamente sì. Comprare Ripple è un po’ come comprare azioni. Sicuramente Ripple è molto meno volatile del Bitcoin.
    • Ripple non è decentralizzato. Può sembrare molto strano per una criptovalute, ma è proprio così: tutte le monete in emissione infatti appartengono al Ripple Lab, che funge quindi da banca centrale, governandone l’offerta. La stabilità è data anche da questa dinamica.
    • Ripple si regge su un’ecosistema. Bitcoin è Bitcoin, ovvero una criptovaluta. Ripple è anche un sistema di transazioni che funge da supporto per enti privati, pubblici e per istituti di varia natura. Insomma, ha una piattaforma alle sue spalle. Da questo punto di vista, è più simile all’Ethereum.

    Dove comprare Ripple

    Dove comprare Ripple? E’ la domanda che si pongono coloro che intravedono in Ripple delle opportunità per guadagnare. E’ una domanda più che legittima, dal momento che la risposta non è poi così scontata. Come abbiamo anticipato all’inizio, la sfida è tra Exchange e CFD, e questa sfida è vinta dai broker. Il perché lo vedremo nel prossimo paragrafo.

    Exchange o Broker CFD?

    Gli Exchange sono semplicemente piattaforme dove è possibile scambiare criptovalute, o con altre criptovalute o con valute tradizionali (dollaro, euro, sterlina, yen etc.). I broker CFD sono invece entità che consentono di fare trading, di comprare e di vendere anche a ritmo sostenuto. In questo casp l’oggetto dello scambio non è l’asset reale, bensì un prodotto derivato, il CFD appunto (Contract for Difference).

    Ciò può sembrare una limitazione ma non lo è affatto. In primis perché per quanto le transazioni di Ripple possano essere più veloci di quelle a base Bitcoin, sono comunque più lente rispetto ai CFD. Secondariamente, con gli Exchange si pagano sempre delle commissioni salate, mentre i broker – se vogliono – possono ridurle o persino azzerarle.

    Inoltre, i broker CFD sono mediamente più sicuri perché sottoposti direttamente ad alcune aspre normative, le quai tra l’altro prevedono il possesso di licenze. Molti Exchange, invece, sono privi di qualsivoglia licenza.

    Fare trading con i CFD è più rapido, sicuro, semplice e conveniente che fare trading con gli Exchange. Ciò non vuol dire che gli Exchange siano “da buttare”. Semplicemente servono a un altro scopo: detenere criptovaluta per molto tempo (non farci trading), creare dei portafogli ad hoc in vista di una liquidazione lontana nel tempo, che avrà luogo nel prossimo futuro.

    I migliori broker CFD

    Posto che i broker CFD rappresentano la migliore alternativa per chi vuole fare trading con Ripple, descriviamo alcuni dei broker migliori in assoluto: eToro, OBRinvest, Xtb.

    Piattaforma: etoro
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    eToro

    eToro è uno dei broker più famosi in assoluto. La fama è meritata, dal momento che è realmente in grado di offrire servizi all’altezza. La sua offerta è sterminata e comprende, ovviamente, anche il trading con Ripple. Si caratterizza per le basse barriere all’entrata, testimoniate da un deposito minimo iniziale di soli 100 euro e dalle commissioni azzerate, sostituite solo parzialmente dagli spread, comunque minimi e sempre dichiarati.

    eToro è anche un broker sicuro, in quanto in possesso di licenze solidissime, erogate da enti severissimi (come la Cysec). di eToro stupisce anche l’offerta di servizi innovativi, come il CopyTrader. Grazie a questo servizio, è possibile scegliere un trader e copiarne le mosse, in modo da accedere potenzialmente ai suoi stessi profitti. In questo senso fa anche SocialTrading, che è un vero e proprio social network utile a fare comunità, scambiare idee e suggerimenti, condividere dubbi.

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    OBRinvest

    OBRinvest è un altro grande nome del panorama dei broker. Si caratterizza per un livello di qualità elevato, per la capacità di cucire sul trader un ambiente sereno, confortevole e adatto alla generazione dei guadagni. Proprio come eToro, è un broker dalle significative garanzie di sicurezza, anche in questo caso simboleggiate dal possesso di licenze importanti. OBRinvest si propone di aprire le porte del trading anche alla gente comunque, come si evince dai bassi costi: il deposito minimo è di 200 euro, le commissioni sono azzerate, compensate solo parzialmente dagli spread.

    OBRinvest è impegnato anche nella didattica, dal momento che offre un corso di trading completo, in grado di mettere in carreggiata anche il più profano tra i principianti. Tra i servizi innovativi, poi, spicca Trading X Central, un servizio di ricezione segnali mediamente più affidabile della concorrenza.

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    Xtb

    Xtb è probabilmente il broker più famoso in assoluto, anche perché è uno di quelli con la maggiore anzianità. Punta sulla qualità dei servizi e sulla varietà dell’offerta, che è sconfinata. Mette a disposizione, infatti, migliaia di asset, tra cui spiccano appunto i CFD di Ripple. Anche in questo si segnalano delle eccezionali garanzie di sicurezza e un livello dei costi molto basso, capace di porsi dalla parte del trader.

    Tra le caratteristiche peculiari di Xtbc’è l’attenzione prestata al tema delle piattaforme. Il broker infatti predispone un numero elevate di piattaforme, nonché versioni compatibili con tutti i device, dal tablet agli smartphone, dal pc al browser. Il tutto, senza che la qualità dei servizi risulti in alcun modo compromessa.

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    Consigli per fare trading con Ripple

    Fare trading con Ripple non è affatto semplice, anche perché si tratta di un asset complesso, che coinvolge più ambiti. Di seguito offriamo qualche consiglio utile, riguardante l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale e la sfera psicologica.

    L’analisi tecnica di Ripple

    A dire il vero, l’analisi tecnica di Ripple non presenta difficoltà di sorta. Si comporta grosso modo come gli altri asset, e in special modo come i titolo azionari (anche solidi, come le azioni Google). Grossomodo, la tendenza alla volatilità è la medesima.

    Certo, siamo lontani dai movimenti “pazzi” del Bitcoin. Il consiglio, dunque, è di perseverare nella metodologia di sempre: optare sempre per gli stessi indicatori, utilizzarne sempre almeno due, in modo che uno funga da controprova dell’altro, individuare resistenze e supporti e impiegarli come eventuali livelli di stop loss e take profit.

    L’analisi fondamentale di Ripple

    L’analisi fondamentale è già una questione più complessa. E’ vero, Ripple non è una criptovaluta decentrata, ma da qui a considerarla “leggibile” come una valuta normale ne passa… Insomma, un punto di riferimento che emetta market mover periodici, chiari e inequivocabili (come una banca centrale) non esiste. Ripple, poi, proprio come il Bitcoin, non è legato a nessuna economia in particolare.

    Dunque, quali sono i market mover del Ripple? Almeno in parte, sono gli stessi del Bitcoin: tutto ciò, dichiarazioni comprese ma ancora di più le prese di posizioni e i progetti di legge, che regolano il mercato delle criptovalute. Occhio, quindi, alle iniziative degli enti di vigilanza e alle dichiarazioni dei policy maker.

    Alcuni consigli di natura psicologica

    Per quanto riguarda la questione dello stress, siamo su livelli lontani rispetto a quando si vendono e si comprano le criptovalute “normali”. Non ci sono oscillazioni pesanti e drammatiche da metabolizzare, quando si fa trading con Ripple. Nondimeno, una certa pressione emotiva in eccesso (dunque superiore al trading tradizionale) può nascere proprio in virtù delle difficoltà nell’analisi fondamentali. Nello specifico, si tratta di una pressione che nasce dal disorientamento.

    Il consiglio, in questo caso, è di assumere questo fenomeno come assolutamente fisiologico, in modo da ridimensionarlo quanto basta per poter andare avanti. Da un punto di vista pratico, può essere utile mettere in campo un accorgimento che di solito funziona con l’azionario: privilegiare, almeno temporaneamente, il lungo periodo.

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    Comprare azioni Google: consigli e dritte per guadagnare https://diadi.it/borse/comprare-azioni-google.html https://diadi.it/borse/comprare-azioni-google.html#respond Thu, 30 Apr 2020 07:15:31 +0000 https://diadi.it/?p=1258 Comprare azioni Google è il desiderio di molti, o almeno di chi intravede in Big G un’occasione di guadagno. Un desiderio legittimo, se si pensa che Google è una delle più grandi multinazionali esistenti, in grado di monopolizzare interi segmenti o come minimo di detenere gigantesche quote di mercato ma anche fungere da benchmark, innovare […]

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    Comprare azioni Google è il desiderio di molti, o almeno di chi intravede in Big G un’occasione di guadagno. Un desiderio legittimo, se si pensa che Google è una delle più grandi multinazionali esistenti, in grado di monopolizzare interi segmenti o come minimo di detenere gigantesche quote di mercato ma anche fungere da benchmark, innovare etc. 

    Insomma, le azioni di Google possono essere una fonte di rendimento, un investimento sicuro. Ciò non significa, però, che guadagnare con le azioni Google sia semplice. D’altronde, si tratta di azionario, un mercato che riserva sempre delle sorprese.

    Non basta comprare azioni Google, ma anche saperle gestire, saper approfittare delle oscillazioni. Occorre sapere dove comprare azioni Google. Un “posto” non vale l’altro. Anzi, la questione del “dove” incide sulle speranze di guadagno. In genere la scelta è tra banche e broker. In questo articolo affrontiamo esattamente questo argomento: dove comprare azioni Google, come fare per guadagnare. E’ bene anticiparlo fin dall’inizio: la partita è vinta a mani basse dai broker. Il perché lo spiegheremo più avanti, quando dedicheremo alla questione alcuni paragrafi. In questa fase introduttiva, presentiamo tre tra i broker migliori in assoluto: eToro, OBRinvest e Xtb.

    Sono broker che vantano centinaia di migliaia di utenti (già di per sé sintomo di affidabilità) apprezzati per la qualità dei servizi, per la capacità di disegnare intorno al trader un ambiente stimolante e funzionale alla creazione di guadagno. Sono anche broker che abbattono le barriere all’entrata, e dunque aprono questo mondo alla gente comune. Le commissioni per il trading online, per esempio, sono azzerate! Sono anche broker innovativi, come dimostrano alcuni servizi.

    Il riferimento è al CopyTrader di eToro (che consente di copiare i trade altrui), al Trading X Central di OBRinvest (un servizio di ricezione segnali) e all’incredibile e stratificata offerta di piattaforme di Xtb. Anche a questi broker dedicheremo alcuni dei prossimi paragrafi.

    Un focus su Google

    Google non ha bisogno di molte presentazioni. E’ l’azienda di servizi digitali probabilmente più importante del mondo. La sua offerta è tentacolare è va dalle piattaforme per la posta elettronica alle piattaforme pubblicitarie (Adsense e Ads), alle piattaforme video (Youtube). Ha rivoluzionato un mondo, agendo sempre in modo pionieristico e dunque “creando” il mercato, che di fatti ancora oggi domina. 

    E’ quotata in borsa dal 2004, nel 2012 ha superato Microsoft ponendosi al primo posto per valore capitale. Nel 2015 ha creato una holding, nel quale ha fatto confluire le sue azioni, Alphabet. Tuttavia, per rimarcare la continuità, la sigla del titolo azionario è rimasta GOOG. 

    Google, una multinazionale in salute

    Google è un’azienda in salute, in continua crescita. Ciò è dovuto a tre fattori: una visione imprenditoriale forte e una leadership allo stesso tempo coerente e innovativa; uno stato di fatto che vede un predominio nel mercato; la volontà di aggiornare in continuazione i servizi, senza sedersi sugli allori.

    Che sia in salute, lo si nota anche dal fatturato. Giusto per fare un esempio, Alphabet (la holding che detiene Google) ha fatto segnare un aumento del fatturato pari al 17% nel quarto trimestre 2019, portandosi a 46,08 miliardi di dollari. A trainare, nello specifico, sono stati i servizi in cloud, ma i ricavi pubblicitari non hanno comunque deluso.  

    Perché comprare azioni Google

    Ma perché proprio Google? Per alcuni la domanda è retorica, per altri molto meno. Ovviamente, a pesare sulla scelta è la constatazione che Google sia una delle più grandi multinazionali al mondo. Tuttavia esistono alcuni motivi più profondi, che possono offrire evidenze dal punto di vista tecnico.

    • Google è un’azienda oligopolista. Google non ha bisogno di presentazioni, ed è altrettanto scontata l’importanza che Big G ricopre nel mercato digital. Tutto ciò ovviamente incide anche sulle performance azionarie. 
    • Google è un’azienda vivace. Nonostante abbia tutte le ragioni per farlo, Google non siede sugli allori. Anzi è protagonista di un continuo aggiornamento dell’offerta. La quantità di novità che Big G tira fuori dal cilindro è impressionante. 
    • Google è in fase ascendente da anni. Ovviamente tra alti e bassi, il percorso di crescita di Google non si è mai fermato. Le oscillazioni rimangono numerose, ma le prospettive suggeriscono una crescita nel medio e nel lungo periodo. 

    Come fare trading azionario con Google

    A livello di principio e per quanto riguarda le dinamiche, comprare azioni Google per guadagnare non è diverso da qualsiasi altra azione di una multinazionale. I macro-approcci da mettere in campo sono due, e ciascuno pone in essere due differenti modalità di investimento.

    Due approcci differenti

    In questi casi, l’investitore è a un bivio.

    • Investimento a lungo termine. E’ il classico investimento nelle azioni, quello che propongono spesso i consulenti bancari. Si tratta di acquistare azioni e detenerle per un lungo periodo, in modo da godere dei dividendi. 
    • Trading azionario. Si tratta di comprare azioni a un prezzo basso e venderle a un prezzo alto, in modo da generare un surplus.

    Quale dei due approcci adottare? In realtà, potrebbe dipendere dal singolo. Se però parliamo di prospettiva di rendimento, non ci possono essere dubbi: il trading vince sull’investimento a lungo termine. Ovviamente, è anche l’approccio più complesso da mettere in campo. 

    Banche vs broker

    Se il vostro scopo è fare trading, la partita, lo abbiamo già anticipato, ha un vincitore indiscusso: i broker. I motivi sono principalmente tre.

    • Altro grado di specializzazione. I broker sono nati, anzi progettati per consentire il trading. Per le banche è invece solo un servizio collaterale. E’ palese come questa dinamica incida anche sulla qualità dei servizi.
    • Una offerta più ampia. Proprio per il motivo di cui sopra, i broker dispongono offerte più ampie e variegate delle banche. Ovviamente, parlando di Google, questa differenza tende ad appianarsi. Anche le banche, infatti, consentono di comprare azioni Google.
    • Minori costi. Questo è un passaggio fondamentale. Le banche “costano” molto più dei broker, e il motivo è palese: sostengono maggiori costi di gestione, e ciò si ripercuote sugli utenti. Discorso opposto per i broker, che sono molto più “snelli”. Anzi in alcuni casi si segnala persino l’azzeramento delle commissioni.

    I migliori broker 

    Di seguito descriviamo nel dettaglio i broker che abbiamo citato a inizio articolo: eToro, OBRinvest e Xtb.

    Piattaforma: etoro
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    Licenza: Cysec
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    eToro

    eToro è uno dei broker più famosi in assoluti. La sua fama è meritata, dal momento che mantiene costante una certa qualità dei servizi. E’ anche un broker sicuro, come dimostrano le tante licenze in suo possesso, come quella erogata dalla severissima Cysec. Soprattutto, è un broker che si pone dalla parte dei clienti, che si apre alla gente comune. Lo si nota dai costi: il deposito minimo iniziale è di soli 100 euro, mentre le commissioni sono addirittura azzerate. 

    L’offerta di eToro è abnorme, molto varie e stratificata. Abbraccia tutte le asset class, e ovviamente comprende anche le azioni Google. eToro, poi, è un broker innovativo, e offre alcuni servizi “disruptive”. Il riferimento è soprattutto a CopyTrader, un servizio grazie al quale è possibile scegliere un utente e copiarne i trade, in modo da accedere potenzialmente ai suoi stessi profitti. Stesso discorso per SocialTrading, un vero e proprio social network in cui chiedere consigli, condividere idee e strategie. 

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    OBRinvest

    OBRinvest è un broker molto apprezzato, come testimonia la mole della sua community, che si attesta sulle centinaia di migliaia di individui. La qualità dei servizi è alta, e punta a disegnare attorno al trader un ambiente sereno e stimolante, funzionale alla generazione del profitto. Anche l’offerta è molto ampia e variegata, e comprende molti asset (tra cui le azioni Google). Al pari di eToro, spicca per i bassi costi: il deposito minimo iniziale è di 200 euro, mentre le commissioni sono azzerate. Stesso discorso per la sicurezza, che è testimoniata dal possesso di licenze stringenti.

    Anche OBRinvest è un broker innovativo. Il riferimento è al Trading X Central, un servizio di ricezione segnali che, pur mantenendo qualche margine di errore, è molto più affidabile della media. Grazie ad esso, è possibile fare trading con pochi click. OBRinvest offre anche un corso di trading gratuito, grazie al quale è possibile maturare competenze tali per cui iniziare a fare trading senza un background pregresso nel mondo degli investimenti. Insomma, l’impegno verte su molti fronti, didattica compresa. 

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    Xtb

    Xtb è uno dei grandi nomi del trading. Anzi, è uno dei più conosciuti in assoluto. Ciò non è solo merito di campagne pubblicitarie ben organizzate, ancorché oneste e trasparenti, ma è anche dovuta a una effettiva qualità dei servizi, che raggiunge un livello raro per il panorama dei broker. L’offerta è praticamente sterminata, e in grado di incontrare il vasto ventaglio di esigenze che i trader possono manifestare.

    E’ un broker poco costoso, come si evince dal livello commissionale e dalle barriere all’entrata. E’ anche un broker che si pone dalla parte del cliente sempre e comunque, come dimostra l’impegno nella didattica e l’offerta di piattaforme di trading, che si compone di software adatti a ogni occasione: uso del browser, del pc, dello smartphone. Fare trading da cellulare è comodo come farlo da pc!

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    Le performance delle azioni Google

    La forza “aziendale” di Google, il suo ruolo nel mercato, si riflettono anche sull’azionario. Se si guarda un qualsiasi grafico, si nota che le azioni di Google sono in trend ascendente praticamente da sempre. 

    Nel 2004, quando ha iniziato il suo cammino in borsa, un’azione Google valeva 54 dollari. Ha iniziato il decennio sfiorando i 300 dollari. A metà decennio, ovvero a gennaio 2015, un’azione Google valeva più di 500 dollari.

    Attualmente, la sua quotazione si attesta sui 1.300 dollari. Insomma, una cavalcata vincente, pur tra qualche oscillazione. Ovviamente, le azioni di Google sono suscettibili delle dinamiche tipiche dell’azionario, dunque è capitato spesso che news e trimestrali deludenti (o semplicemente al di sotto delle attese) provocassero qualche calo. Questo fenomeno, a dire il vero, si è verificato a partire dal 2018, quando le oscillazioni hanno iniziato a farsi più profonde.

    Il 2019 è stato comunque un buon anno per Google. Ha iniziato con 1.107 dollari e ha concluso con 1.351. In mezzo, un brusco calo dovuto al una trimestrale deludente. 

    Il 2020  delle azioni Google

    Come sta andando il 2020 di Google? Beh, questo è un anno strano. Lo è per tutti a dire il vero, quindi anche per il mercato azionario. Il caos dovuto all’emergenza sanitaria non ha risparmiato le azioni Google. Dal 21 febbraio al 20 marzo ha infatti perso quasi il 30% delle sue quotazioni, per poi recuperare metà del terreno perso.

    Com’è possibile che Google, azienda digital, abbia sofferto per una crisi che, di fatto, costringe gli individui a utilizzare i suoi servizi? Il motivo è in realtà chiaro: Google vive degli introiti pubblicitari, e se il tessuto produttivo si sfalda un po’ in tutto il mondo, gli investimenti diminuiscono e a soffrire è anche Google. 

    Il futuro delle azioni Google

    Quale sarà il futuro delle azioni Google? Ebbene, il futuro è incerto, ora più che mai. Questo vale per quasi tutti i titoli azionari, non solo per Google. Big G, anzi, potrebbe essere esposta più degli altri, proprio per i motivi che abbiamo addotto nel paragrafo precedente. Per tutto aprile, ovvero nel momento più acuto del lockdown, Google si è comunque mossa in orizzontale, per poi accennare a una timida ripresa. 

    Tuttavia è ancora presto per cantare vittoria. Non rimane che stare ad aspettare e mantenere l’allerta su tutte le notizie che giungeranno dall’ambiente economico, produttivo e sanitario. 

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    L'articolo Comprare azioni: come e dove farlo per guadagnare sembra essere il primo su Guida al trading online.

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    Secondo l’immaginario collettivo, comprare azioni è sinonimo di investimento, della possibilità di guadagnare e mettere a frutto il capitale. In realtà, un discorso è comprare azioni, ben altro paio di maniche è farlo in una prospettiva di investimento speculativo. La questione è tutt’altro che semplice e spesso esula dalle competenze del cittadino comune o del piccolo risparmiatore. In questo articolo affrontiamo l’argomento, offrendo qualche consiglio a chi vuol passare dal semplice acquisto di azioni a un investimento vero e proprio, che potenzialmente può portare al profitto anche nel breve periodo.

    Descriveremo alcune meccaniche di base, ma forniremo anche informazioni sugli strumenti e sulle piattaforme. Guadagnare con le azioni vuol dire sapere come come farlo, ma anche dove farlo. In genere, è bene anticiparlo già in questa introduzione, la scelta è tra le banche e i broker. Le banche tendono a vincere la contesa perché, sempre secondo l’immaginario collettivo, sono sinonimo di investimento. Il senso comune individua nelle banche l’interlocutore “naturale” con cui interagire quando si vuole investire. In verità, se lo scopo è fare investimento speculativo a breve termine, ovvero trading, i broker rappresentano la scelta più adatta. Spiegheremo il motivo di questa affermazione nei prossimi paragrafi; qui ci limitiamo a citare alcuni dei migliori broker in circolazione: eToro, OBRinvest e Xtb.

    Sono broker di fama mondiale, che nel corso degli anni hanno conquistato la fiducia di centinaia di migliaia di investitori in virtù della qualità dei loro servizi, della capacità di disegnare attorno ai trader un ambiente stimolante, confortevole, funzionale alla creazione del profitto. Sono anche broker che hanno aperto proprie porte anche alla gente comune, come si evince dall’abbattimento delle barriere all’entrata. Infine, sono broker innovativi, che hanno fatto scuola in virtù di alcuni servizi particolarmente originali e inediti. Il riferimento è al CopyTrader di eToro, che consente di copiare i trader altrui; al servizio di ricezione segnali di OBRinvest e all’offerta ampia e multi-device di piattaforme targata Xtb. Approfondiremo questi broker nei prossimi paragrafi.

    La differenza tra comprare azioni e investire in azioni

    Prima di fornire qualche consiglio pratico, è bene porre una linea di demarcazione, ovvero spiegare la differenza tra il semplice acquisto di azioni e l’acquisto di azioni a fini speculativi. 

    Chi semplicemente acquista azioni in genere le detiene per lungo tempo, usufruendo degli eventuali dividendi. Chi invece “investe” non si limita a comprarle ma… Le vende anche. Lo scopo, in questo caso, non è tanto attendere i dividendi, bensì sfruttare i movimenti di prezzo e generare un surplus. Significa comprare basso e vendere alto, significa guadagnare nell’immediato mediante il surplus.

    Cosa cambia da un metodo all’altro? La differenza che balza subito all’occhio è la prospettiva di rendimento potenziale. In potenza e nel breve periodo, si guadagna di più con il primo metodo o con il secondo? Ovviamente, con il secondo. Infatti, non è detto che i dividendi soddisfino le aspettative, e in ogni caso all’investitore è precluso qualsiasi forma attiva di partecipazione: semplicemente attende un guadagno deciso da altri. Il trader che cerca il surplus, invece, se è bravo, può generare ricchezza. Sia chiaro, è molto complicato e quindi la stragrande maggioranza fallisce nel tentativo. Tuttavia, da un lato qualcuno perde, ma dall’altro qualcuno vince. 

    Perché investire in azioni

    Ma… Ne vale proprio la pena? In realtà sì, altrimenti non ci sarebbero così tanti investitori nell’azionario. E ne vale la pena per almeno tre motivi.

    • Il mercato azionario è variegato. Anche perché è semplicemente immenso. Certo, dipende dalle possibilità che offre l’intermediario, ma le azioni sono davvero tante, e tutte diverse tra di loro. Insomma, nel mercato azionario è possibile praticare la diversificazione nella sua forma più pura e compiuta. 
    • Il mercato azionario è leggibile. Il trader ha a disposizione una marea di informazioni per orientarsi. In primis, i trimestrali (ovvero i dati sulle performance economiche) della società emittenti, che sono obbligatori. 
    • E’ possibile farlo spendendo poco. Un tempo l’investimento speculativo era appannaggio dei professionisti. Oggi il mondo degli investimenti è molto vicino alla gente comunque. Esistono soluzioni, o per meglio dire strumenti, a disposizione di chi possiede poco capitale. 

    I rischi di investire in azioni

    Ovviamente, esiste l’altro lato della medaglia. In primo luogo, se è vero che l’investimento nelle azioni consente in potenza di guadagnare molto, è altrettanto vero che nulla, ma proprio nulla è garantito. Anzi, è molto complicato, e presuppone il possesso di competenze specifiche (che tutti possono acquisire, sia chiaro).

    Secondariamente, è sempre presente il rischio di perdere denaro, e a questo rischio sono esposti tutti, sia gli esperti che i neofiti. La verità che non di rado il mercato non si comporta in maniera razionale, dunque qualsiasi analisi e predizione va in fumo. Ovviamente, il trader esperto ha le risorse per gestire questi momenti, e ridurre al minimo le perdite. 

    Infine, l’investimento azionario richiede tempo e fatica. Non è certo un mestiere, ma poco ci manca. Chi pensa diversamente, rischia di approcciarsi col fare del giocatore d’azzardo, dello scommettitore, che poi il modo più rapido per perdere il proprio capitale. 

    Dove comprare le azioni per investire

    La questione del “dove” è fondamentale. Anche perché per investire è necessario fare affidamento a piattaforme e intermediari, dunque a una sorta di infrastruttura tecnica che faccia da collegamento tra il trader e il mercato. L’alternativa, in genere, è tra broker e banche. Quale sia la migliore alternativa lo abbiamo anticipato a inizio articolo, ma nel prossimo paragrafo affrontiamo la questione più da vicino. 

    Broker vs banche

    Perché i broker sono più adatti all’investimento azionario rispetto alle banche? In primis perché sono specializzati, il loro business si basa sull’attività di investimento online. Già questo sarebbe un motivo sufficiente per affidarsi ai broker e non alle banche. In secondo luogo, ed è forse questo il motivo più importante, sono nelle condizioni di imporre spese più contenute. Le banche infatti hanno dei costi di gestione elevati, e ciò si ripercuote sul livello delle commissioni. I broker da questo punto di vista sono più “snelli” e quindi possono – per così dire – alleggerire il carico. Anzi, alcuni propongono commissioni estremamente basse o le azzerano del tutto.

    Senza contare che i broker – più delle banche – offrono prodotti alternativi, come i CFD. Con questa sigla si indicano i Contract for Difference, prodotti derivati che permettono di guadagnare sui movimenti di un asset sottostante senza doverlo possedere. Fare trading via CFD è spesso più veloce e meno costoso. 

    Le banche sono più sicure, almeno in linea teorica. Tuttavia, negli ultimi anni questa affermazione sta diventando sempre più un luogo comune: il segmento dei broker si è rafforzato, ed è stato sottoposto ad alcuni obblighi particolari. Il risultato è che oggi i broker sono costretti a essere sicuri, ovvero a possedere licenze ufficiali da parte degli enti regolatori. 

    I migliori broker

    Di seguito, descriviamo alcuni tra i migliori broker in circolazione. Li abbiamo menzionati a inizio articolo: eToro, OBRinvest, Xtb. 

    eToro

    eToro è un broker conosciuto per  l’attenzione che presta ai neofiti. Non si rivolge solo a loro, ma offre molti servizi in grado di facilitare loro la vita. Un esempio è il CopyTrader, un servizio attraverso il quale si può scegliere un trader e replicarne fedelmente le mosse, in modo da accedere (potenzialmente) agli stessi profitti. A questo si aggiunge anche il SocialTrading, un vero e proprio social network dove è possibile scambiare consigli e strategie.

    La volontà di accogliere anche i neofiti è testimoniata dalle basse barriere all’entrata, ovvero dal deposito minimo a 100 euro. Le commissioni, poi, sono addirittura azzerata, solo vagamente compensata dagli spread, che sono comunque bassi. eToro è anche un broker sicuro, come dimostrano le tante licenze in suo possesso, tra cui spicca quella della severissima Cysec. 

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    OBRinvest 

    OBRinvest è uno dei grandi nomi del trading. E’ noto soprattutto per la qualità dei suoi servizi, per la capacità di disegnare attorno al trader un ambiente sereno e stimolante, funzionale alla generazione dei profitti. Spicca anche per l’ampiezza dell’offerta, che ovviamente comprende anche tantissime azioni (e persino indici azionari).

    Al pari di eToro, OBRinvest impone costi molto legger. Il riferimento è al deposito minimo iniziale di soli 200 euro e alle commissioni azzerate. Anche in questo caso vengono imposti degli spread, che sono bassi e sempre limpidamente dichiarati.

    Non mancano i servizi innovativi, come Trading X Central, grazie al quale il trader riceve segnali pronti per l’uso. Una menzione va fatta anche al corso di trading gratis, capace di mettere in carreggiata anche il più profano degli aspiranti trader. 

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    Xtb

    xtb è un broker di fama mondiale, uno dei più conosciuti in assoluto. La reputazione è meritata, dal momento che offre servizi all’avanguardia, in grado di far sentire a proprio agio i trader, il tutto condito da una politica dei costi davvero accomodante. Di Xtbstupisce però l’offerta, che è praticamente sconfinata, e capace di soddisfare le le necessità di diversificazione dei trader più esigenti. 

    Xtb spicca anche per la politica delle piattaforme, che declina in modo “responsive”. Offre varianti per ogni dispositivo, persino per browser. In questo modo è possibile tradare ovunque, e sempre con la medesima efficacia. 

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    Come scegliere le azioni

    Fare trading con le azioni è facile? Comprare le azioni, rivenderle e guadagnarci è alla portata di tutti? Ovviamente, siamo di fronte a un’attività complicata, che richiede competenze. Per fortuna, queste competenze possono essere acquisite da chiunque, se ci si impegna. 

    Il primo passo per guadagnare è comporre il portfolio in modo intelligente. Questa non è evidentemente la sede adatta per spiegare dettagliatamente come comporre un portfolio ma possiamo fornire un consiglio: diversificare. La diversificazione è un proposito che va attuato sempre e comunque, ma soprattutto quando si fa trading con le azioni. In primis perché il mercato è molto volatile, e vi è una necessità ancora più urgente di proteggersi. Secondariamente perché effettivamente il mercato azionario consente una diversificazione anche spinta, dunque… Perché non cogliere questa opportunità?

    Come analizzare il mercato

    Ovviamente, chi fa trading – in generale, non solo azionario – manifesta la necessità di analizzare il mercato, di capire meglio il presente per intuire il futuro. Cosa dire a riguardo? Ebbene, se si parla di azioni, il trader ha a disposizione una marea di informazioni, di fonti a cui attingere. Il grafico, ovviamente, che consente di fare l’analisi tecnica; ma anche i commenti, le analisi, i paper degli esperti che non risparmiano quando si tratta di offrire delle view e degli outlook sull’azionario.

    Va segnalata poi un ulteriore risorsa, che è tipica – se non esclusiva – dell’azionario: i trimestrali. Una società, per essere quotata in borsa, è obbligata a rendere pubblici dati trimestrali, che offrono uno spaccato dettagliato delle performance degli ultimi tre mesi. I trimestrali, unite al bilancio e allo stato patrimoniale, rappresentano una fonte di informazione formidabile per comprendere la capacità di stare a mercato e quindi anche le prospettive future. 

    Quali sono le migliori azioni

    Chi intende iniziare a comprare azioni in genere fa questa domanda: quali azioni dovrei comprare? In realtà, è almeno in parte una domanda mal posta. Anche perché dipende dallo stile di trading, dalle proprie esigenze e dai propri obiettivi. Non esiste il portafoglio perfetto e adatto a tutti. Certo, è possibile offrire qualche consiglio, pur senza fare nomi.

    Per esempio, è bene riservare il giusto spazio alle azioni anticicliche. Queste, pur producendo spesso rendimenti ridotti, tendono a non subire il panic selling o i semplici movimenti al ribasso dettati dal ciclo economico (pensiamo ai farmaceutici). Ovviamente, in maniera del tutto equilibrata, è lecito riservare spazio anche alle azioni che si comportano in maniera opposta, ovvero in grado di produrre oscillazioni di prezzo importanti. Azioni speculative, insomma, che promettono guadagni a chi è in grado di gestirle. 

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    Comprare azioni Amazon e guadagnare: dove e come farlo https://diadi.it/borse/comprare-azioni-amazon.html https://diadi.it/borse/comprare-azioni-amazon.html#respond Thu, 16 Apr 2020 07:55:57 +0000 https://diadi.it/?p=1251 Comprare azioni Amazon: dove farlo? Come farlo? Se lo chiede chi intravede nella multinazionale di Jeff Bezos non solo uno strumento comodo per fare shopping, ma anche un’occasione di guadagno. E, a giudicare dalle performance nell’azionario, sono in molti, sempre di più. Eppure non sono domande semplici a cui rispondere: l’offerta di modalità, piattaforme e […]

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    Comprare azioni Amazon: dove farlo? Come farlo? Se lo chiede chi intravede nella multinazionale di Jeff Bezos non solo uno strumento comodo per fare shopping, ma anche un’occasione di guadagno. E, a giudicare dalle performance nell’azionario, sono in molti, sempre di più. Eppure non sono domande semplici a cui rispondere: l’offerta di modalità, piattaforme e soggetti intermediari è immensa. Orientarsi è una sfida, in un contesto come questo. L’articolo che segue nasce proprio con questo obiettivo: offrire una bussola, fornire delle risposte certe a chi vuole comprare azioni Amazon.

    Per quanto riguarda il “dove” la scelta è in genere tra due alternative: banche e broker retail. La prima è quella che viene subito in mente, specie ai profani. Le banche vengono percepite come un soggetto che possa accompagnare il piccolo risparmiatore nei suoi investimenti. Questo è vero, ma nel caso specifico, ovvero nel caso di chi vuole comprare azioni Amazon per guadagnare relativamente in fretta, per speculare, la situazione è diversa. Nei prossimi paragrafi offriremo molti più dettagli ma è bene già in questa fase introduttiva fornire una risposta: sono i broker retail a rappresentare la migliore alternativa.

    Il riferimento è in particolare a tre broker molto conosciuti: eToro, OBRinvest e Xtb. Broker che contano centinaia di migliaia di utenti, in grado di cucire addossi ai trader un’offerta stimolante e funzionale alla generazione di guadagno. Broker che forniscono tanti strumenti analitici o operativi, ma che si caratterizzano anche per l’erogazione di servizi innovativi. Stiamo parlando – tra gli altri – del CopyTrader di eToro, del servizio di ricezione segnali di OBRinvest e dell’offerta diversificata di piattaforme di Xtb. Di questi broker parleremo più approfonditamente nei prossimi paragrafi. 

    Dove comprare le azioni Amazon

    La prima domanda cui trovare risposta è appunto questo: dove comprare azioni Amazon? Nell’introduzione abbiamo presentato le due alternative: banche e broker retail. Abbiamo anche anticipato il vincitore della contesa. Tuttavia, ciò non implica che non sia utile operare comunque un confronto, e sviscerare i vantaggi della singola alternativa.

    Esatto, anche delle banche. Anche perché, in realtà, c’è un caso in cui le banche possono comunque rappresentare un buon soggetto con cui rapportarsi, per chi voglia comprare azioni di qualsiasi tipo, Amazon compresa. Dunque, nel prossimo paragrafo parleremo proprio delle banche.  

    Le banche rappresentano una scelta adeguata?

    I profani dell’investimento, i semplici risparmiatori che si trovano un gruzzolo tra le mani (o più precisamente nel conto corrente) quando pensano al concetto di investimento fanno immediatamente riferimento alla banca. Questo collegamento è radicato nell’immaginario collettivo. In effetti, corrisponde alla realtà: le banche “servono” anche a investire i propri risparmi, magari in borsa

    In questo senso, le banche possono rappresentare una scelta adeguata per almeno due motivi. Sono mediamente molto solide (che una banca fallisca è un evento raro, per quanto di casi del genere ce ne siano stati negli ultimi). Inoltre, offrono in genere anche un servizio di consulenza. Un cliente non viene lasciato mai solo, quando investe, ma è sempre accompagnato da un consulente finanziario.

    Il discorso cambia se il cliente sceglie di fruire delle piattaforme di trading delle stesse aziende. Qui lo schema è simile a quello dei broker. Si registra anche la medesima libertà, lo stesso margine di azione. 

    Perché i broker sono la scelta migliore

    Eppure le banche hanno un problema, anzi due. Il primo, che è quello più vistoso e forse invalidante, riguarda i costi. Fare trading con le banche costa, le commissioni in genere sono tutt’altro che trascurabili. Il motivo è semplice, e non c’entra nulla con la proverbiale avidità delle banche che fare parte dell’immaginario collettivo. Le banche hanno costi di gestione molto elevati, e questo si ripercuote sui costi che il cliente finale deve sostenere. 

    Il secondo problema riguarda l’offerta di strumenti e di asset. Il servizio di trading, è per le banche un servizio collaterale. Non è il core business, e ciò si ripercuote sull’offerta.

    Discorso radicalmente per i broker, che superano di netto questa impostazione, che risolvono questi problemi alla radice. I broker sono specializzati nel trading, e quindi la loro offerta – pur con le dovute differenze – è mediamente più ampia e variegata, e di molto. Inoltre, e questo forse è l’aspetto più importante, sopportano costi minori, dunque possono imporre costi minori. In linea di massima, possono persino permettersi di azzerare le commissioni, e puntare tutto sugli spread.

    Lo fanno anche grazie all’impiego di strumenti particolari: i CFD (Contract For Difference). Chi fa trading con i CFD non commercia con i titoli azionari o con gli asset veri e propri, ma con prodotti derivati. Questi però seguono i movimenti dei prezzi degli asset, e dunque il trader può guadagnare da essi. I CFD, tra l’altro, si caratterizzano per una certa rapidità.

    Va detto, però, che i CFD sulle azioni non consentono di accedere ai dividendi, proprio perché non comportano un possesso del titolo. Sono quindi ottimi per investire in maniera speculativa, per guadagnare dai movimenti di prezzo, per generare un surplus dall’acquisto e dalla vendita. 

    Possiamo affermare, quindi, che se il vostro obiettivo è fare del buon trading, i broker CFD rappresentano la migliore alternativa.

    E le banche? Beh, loro conservano una certa utilità nel caso voleste non già praticare del trading, ma semplicemente detenere delle azioni, godere dei dividendi e venderle nel momento giusto, ma comunque in un futuro più o meno lontano.

    I migliori broker per comprare azioni Amazon

    Di seguito, trattiamo alcuni dei migliori broker in circolazione. Li abbiamo accennati nella fase introduttiva…. Stiamo parlando di eToro, OBRinvest e Xtb.

    eToro

    eToro è uno dei broker più famosi in assoluto. La fama è meritata, come si evince dai tantissimi feedback con cui gli utenti inondano la rete. I servizi di eToro sono efficienti, e in grado di disegnare attorno al trader un ambiente stimolante e confortevole. Il riferimento è anche e soprattutto all’offerta di strumenti analisti e operativi, nonché di asset. Ovviamente, nell’offerta sono incluse le azioni Amazon.

    eToro si caratterizza anche per le basse barriera all’entrata e l’approccio ai costi. Il deposito minimo iniziale è di soli 100 euro, mentre le commissioni sono assenti e sostituiti da spread molto bassi. Il piatto forte di eToro è però CopyTrader, un servizio che consente di copiare letteralmente i trade degli altri utenti, in modo da accedere potenzialmente a profitti simili. 

    eToro, infine, è anche un broker sicuro, come testimonia il possesso di licenze “pesanti”, come quella erogata dalla severissima Cysec. 

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    OBRinvest 

    OBRinvest è un altro broker molto conosciuto. Spicca per la qualità dei suoi servizi di intermediazione e di market making, per l’ampiezza e la varietà dell’offerta. Il riferimento è agli strumenti analitici e agli asset, tra cui spiccano le azioni Amazon. OBRinvest fornisce anche ottime garanzie di sicurezza, come si evince dalle tante licenze in suo possesso, come quella della già citata Cysec.

    OBRinvest propone una politica di costi molto accomodante: il deposito minimo iniziale è di soli 200 euro, mentre le commissioni sono azzerate. Al loro posto il trader sconta gli spread, che però sono ridotti e dichiarati con trasparenza. Tra i servizi più importanti di OBRinvest spicca quello di ricezione dei segnali, che sono più affidabili della media. A testimonianza del suo impegno nella formazione, va citata anche l’offerta di un corso di trading completo e ben fatto, capace di trasformare anche il più profano degli utenti in un trader vero e proprio. 

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    Xtb

    Xtb è uno dei broker più apprezzati in assoluto. E’ stato anche uno dei primi a offrire i suoi servizi anche alla gente comune. Si caratterizza per un’offerta praticamente sterminata, che abbraccia tutte le asset class, ETF compresi. Ovviamente, grazie a Xtbè possibile fare trading anche con le azioni Amazon. L’ampiezza dell’offerta riguarda anche gli strumenti operativi. Un esempio è dato dagli stop loss, che sono presenti anche in forma garantita (una variante che assicura l’uscita immediata dal mercato, e non alla contrattazione successiva).

    Xtbè un broker dalla sicurezza granitica. Non solo si caratterizza per il possesso di licenze prestigiose ma (al pari di eToro e OBRinvest) garantisce la segregazione dei conti. A prescindere da ciò che potrà mai accadere, il denaro dei trader sarà sempre al sicuro. Da segnalare, poi, i tanti contenuti didattici che Xtb mette a disposizione, anche in forma gratuita. 

    Apri un conto con Xtb e inizia subito a fare trading con Amazon!

    L’andamento delle azioni Amazon

    Perché comprare azioni Amazon? La risposta è quasi scontata: perché è un’azienda molto solida, di successo e per giunta in crescita. Lo si evince anche solo dando un rapido sguardo al grafico. Nei prossimi paragrafi, comunque, indagheremo le performance di Amazon nel passato, nel presente e nel futuro. Contestualizzare i numeri, infatti, è necessario per mettersi in condizioni di guadagnare. 

    Perché comprare le azioni Amazon

    Prima, però, una rapida carrellata di motivi per cui è bene comprare azioni Amazon.

    • E’ molto liquida. Amazon ha un patrimonio immenso, determinata dal successo che lo caratterizza ormai da molti anni. Partita in sordina in quanto ha letteralmente precorso i tempi, si è trovata pronta quando il vento è cambiato, facendosi essa stessa promotrice e fattore di cambiamento. 
    • E’ oggetto di una chiara visione imprenditoriale. Un capitale immenso consente di investire, e persino di sperimentare. Occasione che Amazon non si è lasciata sfuggire, come si evince dall’evoluzione che ha coinvolto Amazon, anche e soprattutto dal punto di vista dei servizi offerto. Ciò è indice di vitalità ma è anche una garanzia di successo, in quanto diversificazione è sinonimo di protezione.
    • E’ dalla parte giusta della storia. A ben vedere, Amazon è una multinazionale dell’e-commerce nell’epoca della trasformazione digitale. La sua attività corrisponde a un bisogno, il suo operato intercetta un trend (e incide su di esso).

    Azioni Amazon: com’è andato 2019

    La prima analisi riguarda il 2019. Com’è andato l’anno scorso? Ebbene, il 2019 per Amazon è stato un anno positivo. Certo, si è registrata una certa volatilità, ma le quotazioni si sono tenute comunque su livelli alti. Tra l’altro, la stragrande maggioranza delle fluttuazioni possono essere considerate assolutamente fisiologiche.

    Ad ogni modo, le azioni Amazon hanno iniziato l’anno con una quotazione di 1.575,39 dollari, cifra di per sé molto alta. Hanno poi concluso l’anno con uno straordinario 1.847,84 dollari. Ciò significa che le azioni Amazon sono cresciute del 17%, una progressione rilevante, e che indica la multinazionale di Bezos come un soggetto in salute, che merita fiducia. 

    Azioni Amazon: come sta andando 2020

    Il 2020 è un anno parecchio strano, ve ne sarete accorti. Per i primi due mesi, però, il mercato azionario non ha segnato particolari sussulti, si è comportato normalmente. Ciò si è riflettuto nella conferma di Amazon, che ha semplicemente continuato il suo percorso di crescita, anzi accelerando. Anzi, a fine gennaio aveva già superato la soglia dei 2.000 dollari.

    Poi è scoppiata l’emergenza sanitaria, che ha drasticamente cambiato le carte in tavola. Per Amazon, in maniera molto positiva. E’ ovvio: in una situazione in cui i negozi sono chiusi, l’e-commerce assume un ruolo di primo piano. Ebbene, l’importanza di questo ruolo lo si evince dai numeri, dalle performance del titolo azionario: a metà aprile Amazon ha quasi raggiunto quota 1.500 dollari. 

    Il futuro delle azioni Amazon

    Qual è il futuro di Amazon? Per quanto sulla sua importanza in un momento come questo nessuno possa avere dubbi, rimane ancora molto incerto. Di base, visto il prolungarsi delle misure di lockdown un po’ in tutto il mondo, si attende una crescita, magari a ritmi leggermente inferiori a quelli visti fin qui.

    Tuttavia, Amazon è pur sempre una società quotata per azioni,e in quanto tale suscettibile di ciò che accade nell’azionario. Lo si è visto nei primi di marzo, quando nemmeno Amazon è riuscita a sfuggire all’ondata di vendite (poi come abbiamo visto ha recuperato alla grande). Dunque, la quotazione di Amazon dipenderà, come sempre, da fattori interni ed esterni. 

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    Comprare Ethereum: i migliori strumenti per farlo… E guadagnare https://diadi.it/trading/comprare-ethereum.html https://diadi.it/trading/comprare-ethereum.html#respond Sat, 11 Apr 2020 07:34:07 +0000 https://diadi.it/?p=1244 Comprare Ethereum e guadagnare. E’ l’obiettivo che si pongono coloro che intravedono in questa valuta un’occasione di profitto. Eppure non è affatto semplice. In primis, perché si tratta pur sempre di una criptovaluta, dunque fa parte di un asset class in continua evoluzione, che da parecchi anni riserva delle sorprese. Secondariamente, perché Ethereum vanta alcune […]

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    Comprare Ethereum e guadagnare. E’ l’obiettivo che si pongono coloro che intravedono in questa valuta un’occasione di profitto. Eppure non è affatto semplice. In primis, perché si tratta pur sempre di una criptovaluta, dunque fa parte di un asset class in continua evoluzione, che da parecchi anni riserva delle sorprese. Secondariamente, perché Ethereum vanta alcune specificità persino in relazione alle altre valute digitali. Fermo restando che le opportunità di guadagno ci sono, è bene muoversi con estrema attenzione e raccogliere il maggior numero di informazioni possibile su questo interessante strumento.

    L’articolo che segue nasce esattamente con questo intento: offrire un’ampia panoramica su Ethereum e qualche consiglio per un’attività di trading che possa dirsi profittevole. 

    Tra i problemi che deve affrontare chi vuole comprare Ethereum, venderlo, insomma generare profitto, spicca la questione del “dove”. Quale tipo di piattaforma o intermediario scegliere? Le alternative sono due: Exchange e broker CFD. Rimandiamo ai prossimi paragrafo per un confronto completo, ma anticipiamo che a vincere la partita, per giunta a mani basse, sono i broker CFD. 

    Sono numerosi i broker che consentono di fare trading con Ethereum, ma alcuni si distinguono nettamente dagli altri: eToro, OBRinvest e Xtb. Sono broker efficienti, che mettono a disposizione un’offerta ampia e un nutrito parco di strumenti operativi e analitici. Impongono costi bassi ed erogano servizi innovativi.

    Stiamo parlando, in particolare, del CopyTrader di eToro, del Trading X Central di OBRinvest, e della diversificazione delle piattaforme operata da Xtb. Nel corso dell’articolo parleremo anche di questi broker, proponendo un focus proprio sui loro interessanti servizi.

    Un focus su Ethereum

    Prima di sciorinare qualche consiglio pratico per fare trading con Ethereum, è utile proporre una panoramica su questa interessante criptovaluta. Ethereum infatti non solo è uno strumento di investimento da prendere in considerazione, ma si caratterizza per alcuni elementi di rottura rispetto alle stesse criptovalute. 

    Come funziona Ethereum

    Prima di tutto, urge fare una precisazione. Il termine Ethereum, se l’obiettivo è indicare la criptovaluta, è improprio. Ethereum è infatti il progetto che ruota attorno alla criptovaluta, che consta anche di altre iniziative, riguardanti soprattutto la tecnologia che sta alla base. La criptovaluta in sé si chiama Ether. Tuttavia, dal momento che da tutti è conosciuta come Ethereum, anche in questo articolo continueremo a chiamarla così. 

    Perché Ethereum è diversa dalle altre criptovalute? Il motivo è allo stesso tempo semplice e complesso. Nello specifico, riguarda la sua tecnologia. Essa assomiglia alla ormai classica blockchain, ma non è la blockchain. Più che altro, è una sua derivazione che può essere applicata anche alla tematica degli smart contract. Dal punto di vista del trader cambia poco, a parte i tempi di esecuzione delle transazioni, che sono parecchio più brevi. 

    La storia di Ethereum

    Ethereum ha tutto sommato una storia recente, anche per essere una criptovaluta. E’ stata creata dal programmatore indipendente Vitalik Buterin nel 2015. Fin da subito ha calamitato l’interesse di investitori, analisti e amministratori. Il motivo? Ethereum proponeva una tecnologia diversa, per giunta in un contesto nel quale le criptovalute cercavano di copiare a mani basse il Bitcoin. Tra l’altro, una tecnologia che poteva tornare utile anche per digitalizzare alcuni aspetti burocratici.

    Già nei suoi primissimi anni di vita, Ethereum ha raggiunto due obiettivi: da un lato si è imposta come principale concorrente di Bitcoin; dall’altro lato ha conquistato l’interesse della “gente che conta”, ansiosi di mettere mano o comunque studiare la sua tecnologia. Non è un caso che Vitalik Buterin sia entrato in contatto con alcuni importanti funzionari governativi e che abbia stretto un accordo con Microsoft. 

    Le prestazioni di Ethereum

    Ethereum è ancora oggi il più importante rivale di Bitcoin, nonostante il contesto delle criptovalute si sia arricchito enormemente negli ultimi anni, facendo fioccare le criptovalute concorrenti. Tuttavia, almeno da un punto di vista delle quotazioni, Ethereum è ancora molto distante da Bitcoin. Probabilmente, lo è da un punto di vista strutturale, dunque non si può parlare di un vero e proprio difetto. In ogni caso, i numeri di Bitcoin potrebbero essere considerati come un vulnus, una distorsione.

    Parlando di numeri, Ethereum ha un prezzo parecchio variable. Tuttavia, da almeno due anni si aggira intorno alle pochissime centinaia di dollari. Ha raggiunto il suo massimo nei primi giorni del 2018, sulla scia delle performance del Bitcoin, superano i 1.200 dollari. Sia chiaro, poche centinaia di euro è “poco” per il Bitcoin ma è tantissimo se paragonato alle quotazioni delle altre criptovalute.

    Comprare Ethereum: il confronto tra Exchange e Broker CFD

    Ma torniamo al quesito principale: dove comprare Ethereum? Ad inizio articolo abbiamo presentato le due alternative, Exchange e broker CFD, indicando questi ultimi come l’opzione più preferibile. In questo paragrafo approfondiremo il confronto. 

    Gli Exchange sono semplici piattaforme di scambio. Gli utenti si iscrivono e formano degli e-wallet grazie ai quali comprano e vendono criptovalute. Nella quasi totalità dei casi impongono delle commissioni, delle volte anche salate.

    I broker CFD invece consentono di fare del buon trading con le criptovalute. Gli scambi, però, non riguardano le criptovalute reali, bensì altri prodotti che utilizzano come sottostanti proprio le criptovalute. Questo è un vantaggio, in quanto evita i tempi di transizione, che possono essere anche molto lunghi. Inoltre i broker CFD, proprio in virtù della loro struttura, possono arrivare ad azzerare le commissioni. Infine, sono mediamente sicuri in quanto obbligati a possedere delle licenze (erogate da severi enti di controllo).

    I migliori broker per fare trading con Ethereum

    Queste caratteristiche ricorrono in tutti i broker. Tuttavia, ciò non significa che un broker valga l’altro. Anzi, si segnalano significative differenze tra un soggetto e l’altro. Tre dei broker migliori in assoluto sono eToro, OBRinvest e Xtb. Ne abbiamo fatto cenno a inizio articolo, ma adesso è giunto il momento di approfondirli.

    eToro

    eToro è uno dei broker più conosciuti al mondo. La fama è meritata, dal momento che effettivamente è in grado di offrire servizi sempre all’altezza della situazione. La sua offerta è molto ampia, e ovviamente comprende anche le criptovalute, Ethereum incluso. Uno dei pregi di eToro consiste nelle basse barriere all’entrata, che si traducono in un deposito minimo iniziale di 100 euro e nella totale assenza di commissioni, compensati solo in minima parte dagli spread. Questi, poi, sono ridotti e sempre limpidamente dichiarati.

    eToro è famoso anche per alcuni servizi innovativi. Stiamo parlano del CopyTrader e del SocialTrading. Il Copy Trader è un servizio attraverso cui è possibile scegliere un utente e copiarne fedelmente le mosse, in modo da godere potenzialmente dei suoi stessi profitti. Il Social Trading è invece un vero e proprio social network nel quale interagire con a community, scambiando consigli, indicazioni strategie. eToro può essere quindi considerato come un broker rivoluzionario in quanto supera la tradizionale dinamica di competizione tra i trader. 

    eToro offre importanti garanzie di sicurezza, come dimostrano le licenze in suo possesso. Tra queste, spicca la licenza della Cysec, che è uno degli enti di regolamentazione più severi al mondo. 

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    OBRinvest

    OBRinvest è un broker eccellente. Lo dimostra innanzitutto il numero crescente di trader che fanno riferimento ai suoi servizi. Servizi che eccellono per qualità ed efficienza. Come eToro, OBRinvest si caratterizza per un’offerta di asset molto ampia, che ovviamente include anche Ethereum. Molto ampia è pure l’offerta di strumenti analitici e operativi, inserita in un ambiente di trading che è allo stesso tempo confortevole e stimolante.

    OBRinvest impone costi molto accomodanti. Il deposito minimo iniziale è di 100 euro, le commissioni sono azzerate, gli spread molto bassi e sempre dichiarati con trasparenza. Anche OBRinvest si caratterizza per alcuni servizi sui generis. Su tutti, Trading X Central, che concerne di ricevere segnali più affidabili della media. Va menzionato anche il corso di trading gratuito, che dimostra l’attenzione di OBRinvest al tema della didattica.

    OBRinvest è un broker sicuro, come testimoniato dalle tante licenze in suo possesso (erogate dai più importanti enti di regolamentazione). 

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    Xtb

    Xtb è sicuramente tra i migliori broker al mondo. Anzi è proprio un nome conosciuto, sia all’interno che all’esterno del mondo del trading. Spicca per un’offerta di asset e di strumenti analitici letteralmente sterminata, grazie alla quale mette a disposizione del trader tutto il necessario per un trading profittevole. Uno dei suoi punti di forza risiede nell’offerta crypto, che vede in Ethereum solo uno dei suoi numerosi esponenti. 

    Xtb, proprio come eToro e OBRinvest, non impone commissioni ma solo spread piuttosto accomodanti. Tra i punti di forza di Xtb spicca il parco piattaforme, che è davvero nutrito e consta di software adatti a tutti i dispositivi. Grazie a questo broker, è possibile tradare – e con la medesima efficacia – tanto dal pc quanto dallo smartphone. 

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    Fare trading con Ethereum: le best practices

    Lo abbiamo detto all’inizio: fare trading con Ethereum non è affatto semplice, per quanto potenzialmente molto profittevole. Scegliere le migliori piattaforme non basta, è necessario mettere in campo alcuni accorgimenti. I più importanti riguardano l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale e l’approccio psicologico. 

    Analisi tecnica con Ethereum

    Da alcuni, l’analisi tecnica applicata alle criptovalute appare come una specie di missione impossibile. Certamente, le specificità di questa asset class complicano molto le pratiche analitiche. Tuttavia, l’analisi tecnica è una risorsa irrinunciabile. Il consiglio è dunque quella di perseverare nell’analisi tecnica, pur tra tanti distinguo. Uno di questi riguarda gli indicatori. Optare per gli indicatori classici può portare a conseguenze non sempre positive, visto che Ethereum, come per tutte le altre criptovalute, è artefice di movimenti piuttosto “particolari”.

    Dunque, un indicazione potrebbe essere quella di puntare a indicatori basilari, ma comunque in grado di suggerire molto. Alcuni utilizzano i semplici punti pivot, dunque i supporti e le resistenze. Anche le medie mobili semplici possono offrire molto dal punto di vista dell’analisi tecnica.

    Analisi fondamentale con Ethereum

    Il discorso sull’analisi fondamentale è se possibile ancora più complicato. Il motivo è sotto gli occhi di tutti: Ethereum è una criptovaluta, e le criptovalute… Non hanno market mover regolari. Ethereum, come le altre criptovalute, non fa riferimento a una economia nazionale che possa fungere da sottostante. Soprattutto, non ha una banca centrale che possa incidere sul suo prezzo o fornire una soluzione ai suoi squilibri. Dunque, cosa analizzare? In realtà, rilevare che Ethereum sia priva di market mover regolari non significa affermare che non abbia market mover.

    In realtà ce li ha, e sono pure tanti. Molto banalmente, sono estemporanei, non sono strutturati secondo appuntamenti fissi. In linea di massima, incidono sull’Ethereum tutti gli eventi che rivelano un tentativo da parte dei decisori di regolare la fiscalità o l’utilizzo. Allo stesso modo, sono market mover quei “fatti” che suggeriscono la stipula o l’abbandono delle partnership. Molto spesso, è sufficiente una dichiarazione da parte di un importante decisore (economico, finanziario, politico) per muovere l’Ethereum.

    Va poi considerata la questione Bitcoin. Per quanto profondamente diversi, Ethereum ha come benchmark proprio il Bitcoin. Anzi questa può considerarsi come una specie di indice. Dunque, fare l’analisi fondamentale dell’Ethereum vuol dire analizzare cosa stia accadendo in “casa Bitcoin”. 

    Il giusto mindset per fare trading con Ethereum

    Per fare del buon trading con un asset così particolare come Ethereum è necessario maturare il mindset più adatto.

    Ciò significa coltivare un approccio che sia allo stesso tempo razionale e cautamente ottimista. Significa non abbattersi quando i trade vanno male e non esaltarsi quando vanno bene. Significa puntare sul rispetto delle procedure che sono state stabilite (autonomamente, sia chiaro), rispettare un piano. Significa anche avere consapevolezza che il trading è anche fatto di sconfitte, e quindi inserire il rischio all’interno di un sistema di gestione del denaro, un po’ come si fa in tutte le altre attività di trading.

    L’approccio giusto si basa anche sul sangue freddo, sulla capacità di resistere alle sollecitazioni emotive che un mercato così imprevedibile procura. 

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    Comprare criptovalute, venderle, guadagnarci… Insomma, fare trading. E’ semplice? In realtà no. In primis, perché è l’attività di trading in generale a essere complessa. Secondariamente, perché le criptovalute rappresentano un asset diverso dagli altri, per certi versi strano. A dimostrarlo, tra le altre cose, i movimenti di prezzo. Prima di comprare criptovalute, e fare trading, è necessario avere piena consapevolezza dello strumento, studiare e imparare.

    In questo articolo offriremo qualche tassello al puzzle didattico che tutti gli aspiranti trader di criptovalute sono chiamati a comporre. Presenteremo le criptovalute da un punto di vista dell’investitore, forniremo consigli per svolgere una proficua attività di trading. Soprattutto, faremo una panoramica degli strumenti per fare trading, sulle piattaforme e sugli intermediari. Insomma, risponderemo alla domanda: dove comprare le criptovalute?

    Anticipiamo fin da subito che lo scontro è tra due alternative: Exchange e broker CFD. Due alternative profondamente diverse, che presentano persino scopi diversi. Anticipiamo anche che la partita è vinta a mani basse dai broker CFD, almeno se l’obiettivo è l’investimento speculativo. Per i dettagli, e le motivazioni di questa preferenza, rimandiamo però ai prossimi paragrafi, dove esploreremo pregi e difetti di Exchange e broker CFD.

    Nel corso dell’articolo parleremo anche di alcuni dei migliori broker CFD in circolazione: eToro, OBRinvest e Xtb. Sono broker capaci di mettere a disposizione servizi all’avanguardia, di disegnare un ambiente di trading stimolante e confortevole. Sono anche broker innovativi, che offrono servizi spesso sui generis. Il riferimento è al CopyTrader di eToro, al Trading X Central di OBRinvest e alla diversificazione delle piattaforme di Xtb. Anche di questi parleremo nei prossimi paragrafi.

    Un focus sulle criptovalute

    Prima di offrire consigli su come fare trading con le criptovalute è necessario fare una panoramica delle stesse, ovvero fornire informazioni sulle loro caratteristiche, sulle loro peculiarità, sulla loro struttura ma anche, perché no, sulla loro storia. Lo facciamo nei prossimi paragrafi.

    Le caratteristiche principali delle criptovalute

    Le criptovalute, almeno formalmente, sono valute digitali, dunque mezzi di pagamento. Nomi e simboli (il suffisso “coin” e le barre orizzontali del logo) indicano questa funzione. Tuttavia, nessuna criptovaluta viene stabilmente e diffusamente utilizzata come mezzo di pagamento. Solo una manciata di loro, tra cui il Bitcoin e l’Ethereum, consentono in alcuni casi sporadici di acquistare beni e servizi.

    Dunque, cosa sono le criptovalute? Beh, attualmente sono “semplici” strumenti di investimento, al pari di un titolo azionario o di un’obbligazione. O almeno così sono percepite dalla stragrande maggior parte degli investitori, dei politici e dei decisori. 

    Le criptovalute, poi, presentano alcune particolarità di cui si deve dare conto, che non possono essere ignorate dai trader ogni ordine e grado.

    Il riferimento è in particolar modo alla dipendenza e alla decentralizzazione, che sono due tra le caratteristiche fondanti di tutte le criptovalute. Esse non hanno alle spalle un ente che possa impattare in maniera determinante sull’offerta e quindi sulle quotazioni. Non hanno una banca centrale che possa proteggerle dagli squilibri. Ciò conferisce una marcata autonomia dalla discrezionalità altrui (degli attori economici e politici) ma allo stesso tempo aggiunge imprevedibilità.

    Secondariamente, le criptovalute sfruttano (la maggior parte di loro almeno) la blockchain, una tecnologia che garantisce sufficienti margini di sicurezza. Il suo funzionamento è complesso, ma basti sapere che grazie alla blockchain, tutti i possessori di criptovaluta diventano nodi, difficili da violare.

    Inoltre, le criptovalute possono essere ottenute in due modi: o si acquistano o si “minano”. Il mining è l’atto di ricavare il codice corrispondente a una unità di criptovalute attraverso complessi calcoli matematici Maggiore è la quantità di valuta presente nel sistema, più difficile è il mining. E’ per questo motivo che ad oggi, gli unici a poter minare con efficacia sono i gruppi di “lavoro” che condividono le potenze di calcolo dei priori computer. 

    Criptovalute: pillole di storia

    La storia delle criptovalute merita di essere raccontata, in quanto ha almeno qualche elemento peculiare. In primis, l’assoluta centralità del Bitcoin. Raccontare le vicende delle criptovalute significa raccontare anche e soprattutto quelle di Bitcoin.

    E infatti il settore nasce nel 2008, anno in cui il Bitcoin ha fatto il suo esordio. Il mercato è rimasto di nicchia fino al 2013, con pochi nuovi esponenti a fare il proprio esordio, quando a seguito delle guerra di valute, si è diffusa una percezione delle criptovalute quale bene rifugio, in contrapposizione alle valute fiat. Una percezione che non ha fatto il suo corso, ma che ha portato alla ribalta questi interessanti asset.

    Nel 2017, poi, il boom: Bitcoin ha iniziato a macinare terreno, registrando aumenti di prezzo clamorosi. A fine anno la criptovaluta ha superato i 20.000 dollari, con una crescita anno su anno superiore al 2.000%, trascinando con sé l’intero comparto.

    Certo, il Bitcoin ha poi subito alti e bassi, entrando persino in crisi nel 2018. Tuttavia, aveva già aperto il vaso di pandora, portando nel dibattito pubblico temi quali la blockchain, le valute alternative, la fiscalità del trading crypto. 

    Le criptovalute più importanti

    Ad oggi, il mercato delle criptovalute è molto nutrito. Si segnalano infatti centinaia e centinaia di criptovalute. Alcune sono famose, tante altro lo sono meno, e anzi rappresentato di un segmento sotterraneo, fatto di piccole startup. Ad ogni modo, ad oggi la criptovaluta più importante rimane il Bitcoin, che nel frattempo si è “divisa” in due varianti:  Bitcoin Cash e Bitcoin Gold.

    Al secondo posto troviamo Ethereum, che sfrutta una tecnologia parzialmente diversa, e che ha saputo caratterizzare l’attenzione dei decisori politici. A seguire, Litecoin e Ripple.

    Ciascuna di queste criptovalute è dotata di una propria specificità, ma sono comunque influenzate dalle vicende del Bitcoin. Per quanto possano differenziarsi, e dal punto di vista tecnologico e a livello di immagine, il Bitcoin rimane sempre un benchmark, il market mover principale. 

    Fare trading con le criptovalute: Exchange o broker CFD?

    Dove comprare criptovalute? La domanda è più che legittima, sia che vogliate fare trading “classico”, dunque in senso speculativo, sia che vogliate semplicemente detenere valuta virtuale per raccoglierne i frutti nel lungo periodo. Come abbiamo già anticipato, l’unica alternativa all’acquisto è il mining, che è un’attività a parte, anche molto complessa. Dunque… Non rimane che “comprare” criptovalute. Dove farlo? 

    Ebbene, le alternative sono due: Exchange e broker CFD.

    Gli Exchange sono semplicemente delle piattaforme di scambio, nel quale acquistare e vendere criptovalute. I broker CFD sono invece dei veri e propri intermediari per fare trading. Tra l’altro utilizzano i CFD, Contract for Difference, prodotto derivanti che usano – in questo caso – le criptovalute come sottostanti. Ciò significa che quando si compra o di vendita non si sta realmente comprando e vendendo la criptovaluta, bensì un prodotto che si basa sui suoi movimenti di prezzo.

    Questo può sembrare un limite ma in verità è un grande vantaggio. In questo modo, infatti, si superano i limiti degli Exchange, ovvero quelli dello scambio reale di criptovalute: la lentezza delle transazioni, innanzitutto, e il pericolo (teorico, ma fino a un certo punto) che la transazione non vada a buon fine.

    I broker CFD rappresentano la scelta migliore anche perché sono per leggere regolamentati, quindi offrono buone garanzie di sicurezza. Inoltre, a differenza degli Exchange, possono teoricamente rinunciare alle commissioni a favore di spread di mercato. In effetti, molti broker adottano un approccio con “commissioni zero”. 

    I migliori broker per fare trading con le criptovalute

    Di seguito, descriviamo alcuni dei migliori broker CFD per fare trading con le criptovalute. 

    eToro

    eToro è uno dei broker più famosi in circolazione. La fama è meritata in quanto offre servizi efficienti, all’avanguardia. L’offerta è ampia, sia per ciò che concerne gli strumenti analitici-operativi, sia per quanto riguarda gli asset. Tra questi, ovviamente, figurano anche le criptovalute. eToro propone un trading a zero commissioni, che vengono solo in minima parte compensate da spread bassi e sempre dichiarati. Inoltre, il deposito minimo iniziale è di 100 euro, tra i più bassi del mercato.

    Spicca anche per alcuni servizi innovativi come il CopyTrader e il Social Trading. Il primo consente di scegliere un trader e copiarne le mosse, il secondo è un vero e proprio social network dove scambiare consigli, indicazioni e strategia con una nutrita community di investitori. 

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    OBRinvest

    OBRinvest è un altro grande nome del panorama dei broker. Anche lui si distingue per l’efficienza dei servizi di intermediazione, per un’offerta amplissima (che comprende anche le criptovaluta) e per le barriere all’entrata molto basse. Il deposito minimo iniziale è di soli 200 euro, mentre le commissioni sono azzerate. Gli spread sono bassi e dichiarati asset dopo asset.

    OBRinvest offre alcuni servizi innovativi, come il Trading X Central. Si tratta di un servizio di ricezione segnali molto più affidabile della media, che semplifica radicalmente l’attività di trading. Il broker è impegnato anche nella formazione, come si evince dal corso di trading gratuito che mette a disposizione dei principianti.

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    Xtb

    Xtb è un broker molto conosciuto, che vanta all’attivo centinaia di migliaia di utenti, un segnale della sua efficienza e della capacità di offrire il meglio, ovvero strumenti analitici e operativi che possano facilitare l’attività di trading. Di Xtb stupisce l’offerta, che è semplicemente sterminata. Per quanto riguarda le criptovalute, è possibile fare trading con quelle più famose e non solo, ovviamente sotto forma di CFD.

    Xtb spicca anche per la responsività. Lo si evince dal parco piattaforme, che è molto nutrito. Esso conta varianti per tutti i dispositivi, senza per altro registrare differenze in termini di efficienza e completezza. Con Xtb, fare trading da pc e fare trading smartphone sono praticamente la stessa cosa. 

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    Consigli per fare trading con le criptovalute

    Fare trading è difficile. Se possibile, fare trading con le criptovalute lo è ancora di più. Le criptovalute sono infatti asset particolari, in cui il valore della decentralizzazione si associa ai casi di volatilità estrema. 

    Dunque, è bene arrivare preparati all’appuntamento con il mercato crypto. Insomma, occorre studiare e seguire… Buoni consigli. Come quelli che forniremo nei prossimi paragrafi. 

    L’analisi tecnica delle criptovalute

    L’imprevedibilità e la volatilità estrema delle criptovalute potrebbe spingere i trader più sprovveduti a mettere in secondo piano l’analisi tecnica. Ebbene, si tratta di un errore grave. Praticare una buona analisi tecnica quando si fa trading crypto si può e si deve. L’unica accortezza da prendere consiste nel tenere a mente che potrebbero emergere alcuni valori estremi.

    Segnali di entrata rilevati a un livello troppo basso o troppo alto vengono spesso scartati quando si pratica un trading “normale”. Quando di mezzo ci sono le criptovalute, però, ciò non deve essere dato per scontato. 

    L’analisi fondamentale delle criptovalute

    Anche l’analisi fondamentale va praticata con assiduità. Il consiglio, però, è di fare molta attenzione alla scelta dei market mover. Di norma, infatti, le criptovalute non godono di market mover regolari: non fanno riferimento a un’economia in particolare, non si appoggiano a nessun ente in grado di regolarne l’offerta.

    Ciò non significa che le criptovaluta non abbiano market mover. Semplicemente sono “estemporanei”, non periodici. Il riferimento è a qualsiasi evento, di natura economica piuttosto he politica o finanziaria, che sembra poter incidere su alcune delle issues che riguardano le criptovalute: fiscalità, regolamentazione, trasformazione in mezzo di pagamento vero e proprio. 

    Dunque, sono market mover sicuramente le dichiarazioni di decisori politici, economici e monetari, soprattutto quando minacciano regolamentazioni. Allo stesso modo, sono market mover le iniziative che puntano a integrare le tecnologie delle criptovalute in progetti di ampio respiro, che possano incidere positivamente sull’immagine delle valute virtuali.

    Trading di criptovalute e psicologia

    Infine, c’è l’aspetto psicologico. Esso non va sottovalutato. Infatti, le caratteristiche del mondo delle criptovalute rischiano di esacerbare l’impatto psicologico del trading. Il riferimento è da un lato alla volatilità, dall’altro alla difficile leggibilità.

    Come difendersi? Ebbene, lo stress può essere compensato da azioni volte a proteggere il capitale, come l’individuazione di stop loss realistici e sufficientemente corti. E’ necessario intraprendere anche un percorso di crescita personale, una specie di training autogeno che possa migliorare la capacità di gestione delle stress. 

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    Comprare Bitcoin: come e dove farlo https://diadi.it/trading/comprare-bitcoin.html https://diadi.it/trading/comprare-bitcoin.html#respond Tue, 07 Apr 2020 06:09:26 +0000 https://diadi.it/?p=1238 Comprare Bitcoin: un’idea che è passata per la testa di molti trader, esperti e meno esperti, negli ultimi anni. La celebre criptovaluta, certo tra alterne fortune, è salita alla ribalta e si è imposta come un asset di investimento da prendere in considerazione, capofila di un mercato del tutto nuovo e ancora parzialmente avvolto nel […]

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    Comprare Bitcoin: un’idea che è passata per la testa di molti trader, esperti e meno esperti, negli ultimi anni. La celebre criptovaluta, certo tra alterne fortune, è salita alla ribalta e si è imposta come un asset di investimento da prendere in considerazione, capofila di un mercato del tutto nuovo e ancora parzialmente avvolto nel mistero. Fare trading con il Bitcoin può essere molto redditizio, nonostante tutte le variabili del caso e alcune dinamiche che segnano un contrasto netto rispetto alle altre asset class.

    Ne parliamo in questo articolo, offrendo una panoramica sul Bitcoin e qualche consiglio per fare del buon trading, massimizzare le speranze di guadagno e ridurre al minimo i rischi. Parleremo anche del modo corretto e più conveniente per comprare Bitcoin, venderli… Insomma, investire. La scelta, è bene dirlo fin da subito, è tra Exchange e broker CFD. Allo stesso modo, pur rimandando ai prossimi paragrafi per una riflessione più dettagliata, è bene anticipare che sono proprio i broker CFD a rappresentare la migliore alternativa.

    Il riferimento è in particolare a eToro, OBRinvest e Xtb, tre broker molto famosi, che hanno conquistato la fiducia di centinaia di migliaia di clienti. Broker che disegnano un ambiente di trading stimolante, confortevole, funzionale alla generazione dei guadagni. Tutti e tre si caratterizzano per i costi molto bassi e per un’offerta davvero ampia, che ovviamente coinvolge anche il Bitcoin. Si fanno portatori di servizi innovativi, come nel caso del CopyTrader di Etoro, del Trading X Central di OBRinvest e delle tante varianti di piattaforma che Xtb mette a disposizione. Di questi tre broker parleremo più approfonditamente più avanti. 

    Il Bitcoin, un asset particolare

    Prima di offrire consigli su come fare trading con il Bitcoin è bene conoscerne le caratteristiche, le dinamiche che lo coinvolgono e, perché no, anche un po’ di storia. 

    Cos’è il Bitcoin

    Come tutti sanno, il Bitcoin è una criptovaluta, ovvero una valuta priva di qualsivoglia supporto fisico. Presenta alcune caratteristiche peculiari, al pari di altre valute virtuali.

    Decentralizzazione. Il Bitcoin non fa capo a una autorità che ne decide l’offerta (direttamente o indirettamente), non ha alcuna banca centrale dietro. Ciò è sinonimo di indipendenza ma determina anche una certa volatilità, in quanto non è supportato da alcun ente in grado di incidere sulle sue quotazioni (a differenza delle valute fiat come euro, dollaro, sterlina etc.).

    Mining. Dal momento che il Bitcoin non fa riferimento ad alcun ente che ne cura l’emissione, è regolata da meccanismi diversi di trasmissione monetaria. Le unità di Bitcoin sono coperte ciascuno da un complesso codice, che va “minato”, ovvero dedotto attraverso calcoli molto complessi. Maggiore è la massa monetaria, più complessi sono i codici. 

    Blockchain. Con questo termine si intende una tecnologia piuttosto recente che garantisce la sicurezza delle transazioni. Per semplificare, possiamo affermare che in virtù della Blockchain, ciascuna transazione lascia tracce in un gigantesco registro, che a sua volta contiene riferimento a tutte le transazioni fin qui eseguite. Hackerare questo sistema è difficile, se non impossibile. Da qui le relative garanzie di sicurezza che caratterizzano i movimenti del Bitcoin.

    Il Bitcoin è formalmente una valuta, benché virtuale. Tuttavia, non lo è dal punto di vista sostanziale. I motivi sono due: è ancora estremamente volatile; non ha acquisito la fiducia della gente comune. Il risultato è scontato: sono ben pochi i beni che, attualmente, possono essere acquistati con il bitcoin. In compenso, però, è un asset di investimento da prendere in considerazione.

    La storia del Bitcoin

    La storia del Bitcoin è molto interessante. Lo è per almeno un motivo: si è resa partecipe del trend ascendente più grande della storia. Esso ha avuto luogo nel 2017, quando il valore del Bitcoin è aumentato di circa 20 volte (una crescita superiore al 2000%). Prima del 2017, il Bitcoin ha sostato intorno ai 1000 dollari, imponendosi come una valuta interessante, dalle caratteristiche peculiari ma allo stesso di nicchi. 

    Dopo aver acquisito i connotati di vero e proprio fenomeno, è andata incontro – dopo il 2017 – a un periodo di forte crisi, fino alla fine del 2019, quando ha ricominciato a macinare terreno. Sullo sfondo, una lotta per la legittimazione, come valuta ma anche come asset di investimento, che si è scontrata con i parere sfavorevoli dei policy maker monetari. A prescindere dalle fortune e dalle sfortune del periodo, il Bitcoin è sempre stato soggetto a una fortissima volatilità, superiore – e di gran lunga – persino a quella dei titoli azionari. 

    Il rapporto tra il Bitcoin e le altre criptovalute

    Il Bitcoin è stata la prima criptovaluta a fare capolino nel mercato. In un certo senso, ha creato un mercato. Non stupisce, quindi, che proprio a partire dalla sua ribalta, nel 2017, abbiano fatto il loro esordio tantissime nuove criptovalute. E non stupisce nemmeno il fatto che, nonostante la comparsa di player importantissimi (Litecoin ed Ethereum su tutti) il Bitcoin funga ancora da benchmark. In un certo senso, le criptovalute – con le dovute eccezioni – seguono i movimenti del Bitcoin o ne sono comunque fortemente influenzati. 

    Dove comprare il Bitcoin

    Fare trading con il Bitcoin è tutto sommato semplice. Farlo bene, e quindi guadagnarci, è già molto complicato. Il primo passo è scegliere l’interlocutore più adatto, l’intermediario e la piattaforma migliori per generare surplus, per comprare Bitcoin, venderlo etc. La scelta è tra Exchange e broker CFD. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

    Exchange o broker CFD?

    A inizio articolo abbiamo messo le cose in chiaro: i broker CFD rappresentano l’alternativa migliore, se lo scopo è fare trading con il Bitcoin. Qual è il motivo? Per capirlo è necessario conoscere le differenze tra Exchange e broker CFD.

    Gli Exchange possono essere paragonati a delle piattaforme di scambio. Si acquistano e si vendono criptovalute, molto banalmente. Ad ogni transazione, si rende alla piattaforma una commissione, che può essere più o meno salata. I problemi degli Exchange sono essenzialmente due: spesso non sono regolamentati, in quanto le legislazioni nazionali sono abbastanza fumose in merito; scontano le lentezze e le distorsioni tipiche delle transazioni in criptovaluta, che proprio per i meccanismi delle blockchain sono ancora piuttosto lente. Questo è un problema non da poco, se si intende fare del buon trading.

    Discorso radicalmente per i broker CFD. In prims, sono per legge regolamentati, dunque l’investitore è tutelato dal rischio truffa. Secondariamente, consentono il trading con i CFD, che sono prodotto derivati aventi come sottostante le criptovalute (in questo caso). Chi fa trading con il Bitcoin via CFD, non compra e vende Bitcoin reali, il ché è un vantaggio in quanto i limiti strutturali dell’asset vengono superati di netto (la già citata lentezza delle transazioni). Inoltre, i broker spesso non impongono il pagamento delle commissioni, ma solo degli spread. Ne consegue che il trading CFD è più sicuro, rapido, efficace e mediamente più conveniente. 

    Di seguito tre tra i migliori broker CFD in circolazione.

    eToro

    eToro è un grande nome del panorama broker a livello mondiale. E’ apprezzato per l’efficienza dei suoi servizi, per l’ampiezza dell’offerta, che ovviamente comprende anche il Bitcoin, per l’approccio ai costi molto accomodante. Non impone il pagamento delle commissioni, ma solo di spread equilibrati, bassi e sempre dichiarati. Il deposito minimo iniziale, poi, è di soli 100 euro. 

    eToro è conosciuto anche per alcuni servizi innovativi. Su tutti, il CopyTrader, grazie al quale è possibile letteralmente copiare i trader degli altri utenti, e godere potenzialmente degli stessi guadagni. Interessante è anche il Social Trading, un vero e proprio social network dove scambiare consigli, tecniche e indicazioni.

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    OBRinvest

    OBRinvest è uno dei migliori broker in assoluto. E’ in grado di costruire attorno al trader un ambiente stimolante e confortevole, arricchito da tanti strumenti analitici e operativi. Si è reso protagonista di un radicale abbassamento delle barriere all’entrata: le commissioni azzerate (sostituite anche in questo caso dagli spread) mentre il deposito minimo è di 200 euro.

    OBRinvest mette a disposizione un servizio molto interessante, il Trading X Central, attraverso cui è possibile ricevere segnali pronti per essere tradati, chiari e più affidabili della media.

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    Xtb

    Xtb è un broker di fama mondiale, forse il nome più conosciuto dentro e fuori il mondo del trading. Spicca per un’offerta mastodontica, che racchiude praticamente tutte le asset class esistenti. I trader possono scegliere tra migliaia e migliaia di strumenti.

    Anche Xtb si caratterizza per l’azzeramento delle commissioni, compensati da sprea variabili, di bassa entità e sempre dichiarati. Un’altra caratteristica positiva di Xtb è l’offerta di piattaforma, che è ampia e basata su criteri di responsività. In parole povere, è possibile fare trading da qualsiasi device e sempre con la stessa – amplissima – gamma di strumenti analitici e operativi.

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    Perché comprare il Bitcoin

    Ma perché comprare Bitcoin? Perché fare trading con questa criptovaluta? Ne vale veramente la pena? La risposta è sì, se si assumono i rischi tipici del trading con asset molto volatili. Occorre studiare, impostare la propria attività di trading secondo criteri di razionalità e prudenza, ma certamente il Bitcoin merita di essere preso in considerazione. Ecco alcuni motivi.

    Volatilità. Il Bitcoin è volatile, molto volatile. E’ sufficiente dare un’occhiata al grafico per capirlo. Se ciò rappresenta un rischio, perché pone in essere la possibilità di perdere molto denaro, è anche un’opportunità, poiché i guadagni originano dalle oscillazioni.

    Liquidità. Il Bitcoin, tra tutte le valute a disposizione, è quella più liquida in assoluto. Se il vostro obiettivo è fare trading con le criptovalute, quindi, non potete non prendere in considerazione il Bitcoin.

    Indipendenza. Anche in questo caso, siamo di fronte a un’arma a doppio taglio. E’ vero, l’assenza di una banca centrale o di un ente analogo aggiunge incertezza, ma è anche la garanzia che i prezzi vengano realizzati sempre e solo dal mercato.

    Consigli per fare trading con il Bitcoin

    Guadagnare con il Bitcoin non è semplice, anche perché si tratta di un asset particolare, soggetto a dinamiche parzialmente diverse da quelle delle azioni, delle valute, delle obbligazioni etc. Dunque, ecco qualche consiglio utile.

    L’analisi tecnica del Bitcoin

    Il primo consiglio, forse un po’ scontato, è di non rinunciare all’analisi tecnica. Certo, il Bitcoin è imprevedibile e molto volatile, ma l’analisi tecnica può comunque dare tanto.

    Le regole di base sono sempre le stesse. L’unica differenza riguarda l’approccio: è necessario contestualizzare qualsiasi evidenza raccolta con l’analisi tecnica, tenendo a mente l’estrema volatilità dell’asset e la sua tendenza a produrre oscillazioni molto ampie, in un senso e nell’altro.

    L’analisi fondamentale del Bitcoin

    Discoso ancora più complesso per l’analisi fondamentale. Questa pratica si scontra con una caratteristica strutturale del Bitcoin: l’indipendenza. Come già anticipato, il Bitcoin non ha alle spalle nessun ente che possa etero-dirigerlo, ma non ha nemmeno un’economia come sottostante. Di base, non fa riferimento ad alcun market mover regolare, a nessun evento, fatto, dato periodico che possa incidere sul suo prezzo.

    Ciò non significa però che non abbia market mover. Solo che questi sono estemporanei, spesso poco prevedibili ma comunque capaci di incidere in maniera drammatica sul prezzo. Che genere di market mover? In linea di massima tutti quelli che hanno come argomenti eventuali restrizioni dal punto di vista legale, normalizzazioni fiscali etc. anche in prospettiva. Molto spesso, è sufficiente che un policy maker esprima una opinione sul Bitcoin affinché questi reagisca prontamente.

    Gli aspetti psicologici

    Infine, occorre prendere in debita considerazione gli aspetti psicologici. Il trading è anche e soprattutto psicologia, e questo vale per tutte le asset class. Vale ancora per le criptovalute, e in particolar modo per il Bitcoin, che espone il trader a uno stress non indifferente. Anche in questo caso, il consiglio è di contestualizzare e non drammatizzare. Un calo dei prezzi pari al 2% può significare una catastrofe, se l’asset è una coppia di valuta, ma può indicare una “normale” oscillazione se c’è di mezzo il Bitcoin.

    Un altro consiglio è di agire con prudenza, riducendo al minimo gli spazi per la discrezionalità. Avere una routine consolidata, una strategia e un sistema di gestione del rischio e del denaro, vuol dire ridurre le necessità decisionali una volta entrati nel mercato, e quindi ridurre il carico di stress.

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