Comprare Bitcoin: come e dove farlo

Pubblicato in Forex di il 7 Aprile 2020 0 Commenti

Comprare Bitcoin: un’idea che è passata per la testa di molti trader, esperti e meno esperti, negli ultimi anni. La celebre criptovaluta, certo tra alterne fortune, è salita alla ribalta e si è imposta come un asset di investimento da prendere in considerazione, capofila di un mercato del tutto nuovo e ancora parzialmente avvolto nel mistero. Fare trading con il Bitcoin può essere molto redditizio, nonostante tutte le variabili del caso e alcune dinamiche che segnano un contrasto netto rispetto alle altre asset class.

Ne parliamo in questo articolo, offrendo una panoramica sul Bitcoin e qualche consiglio per fare del buon trading, massimizzare le speranze di guadagno e ridurre al minimo i rischi. Parleremo anche del modo corretto e più conveniente per comprare Bitcoin, venderli… Insomma, investire. La scelta, è bene dirlo fin da subito, è tra Exchange e broker CFD. Allo stesso modo, pur rimandando ai prossimi paragrafi per una riflessione più dettagliata, è bene anticipare che sono proprio i broker CFD a rappresentare la migliore alternativa.

Il riferimento è in particolare a eToro, Investous e Plus500, tre broker molto famosi, che hanno conquistato la fiducia di centinaia di migliaia di clienti. Broker che disegnano un ambiente di trading stimolante, confortevole, funzionale alla generazione dei guadagni. Tutti e tre si caratterizzano per i costi molto bassi e per un’offerta davvero ampia, che ovviamente coinvolge anche il Bitcoin. Si fanno portatori di servizi innovativi, come nel caso del CopyTrader di Etoro, del Trading X Central di Investous e delle tante varianti di piattaforma che Plus500 mette a disposizione. Di questi tre broker parleremo più approfonditamente più avanti. 

Il Bitcoin, un asset particolare

Prima di offrire consigli su come fare trading con il Bitcoin è bene conoscerne le caratteristiche, le dinamiche che lo coinvolgono e, perché no, anche un po’ di storia. 

Cos’è il Bitcoin

Come tutti sanno, il Bitcoin è una criptovaluta, ovvero una valuta priva di qualsivoglia supporto fisico. Presenta alcune caratteristiche peculiari, al pari di altre valute virtuali.

Decentralizzazione. Il Bitcoin non fa capo a una autorità che ne decide l’offerta (direttamente o indirettamente), non ha alcuna banca centrale dietro. Ciò è sinonimo di indipendenza ma determina anche una certa volatilità, in quanto non è supportato da alcun ente in grado di incidere sulle sue quotazioni (a differenza delle valute fiat come euro, dollaro, sterlina etc.).

Mining. Dal momento che il Bitcoin non fa riferimento ad alcun ente che ne cura l’emissione, è regolata da meccanismi diversi di trasmissione monetaria. Le unità di Bitcoin sono coperte ciascuno da un complesso codice, che va “minato”, ovvero dedotto attraverso calcoli molto complessi. Maggiore è la massa monetaria, più complessi sono i codici. 

Blockchain. Con questo termine si intende una tecnologia piuttosto recente che garantisce la sicurezza delle transazioni. Per semplificare, possiamo affermare che in virtù della Blockchain, ciascuna transazione lascia tracce in un gigantesco registro, che a sua volta contiene riferimento a tutte le transazioni fin qui eseguite. Hackerare questo sistema è difficile, se non impossibile. Da qui le relative garanzie di sicurezza che caratterizzano i movimenti del Bitcoin.

Il Bitcoin è formalmente una valuta, benché virtuale. Tuttavia, non lo è dal punto di vista sostanziale. I motivi sono due: è ancora estremamente volatile; non ha acquisito la fiducia della gente comune. Il risultato è scontato: sono ben pochi i beni che, attualmente, possono essere acquistati con il bitcoin. In compenso, però, è un asset di investimento da prendere in considerazione.

La storia del Bitcoin

La storia del Bitcoin è molto interessante. Lo è per almeno un motivo: si è resa partecipe del trend ascendente più grande della storia. Esso ha avuto luogo nel 2017, quando il valore del Bitcoin è aumentato di circa 20 volte (una crescita superiore al 2000%). Prima del 2017, il Bitcoin ha sostato intorno ai 1000 dollari, imponendosi come una valuta interessante, dalle caratteristiche peculiari ma allo stesso di nicchi. 

Dopo aver acquisito i connotati di vero e proprio fenomeno, è andata incontro – dopo il 2017 – a un periodo di forte crisi, fino alla fine del 2019, quando ha ricominciato a macinare terreno. Sullo sfondo, una lotta per la legittimazione, come valuta ma anche come asset di investimento, che si è scontrata con i parere sfavorevoli dei policy maker monetari. A prescindere dalle fortune e dalle sfortune del periodo, il Bitcoin è sempre stato soggetto a una fortissima volatilità, superiore – e di gran lunga – persino a quella dei titoli azionari. 

Il rapporto tra il Bitcoin e le altre criptovalute

Il Bitcoin è stata la prima criptovaluta a fare capolino nel mercato. In un certo senso, ha creato un mercato. Non stupisce, quindi, che proprio a partire dalla sua ribalta, nel 2017, abbiano fatto il loro esordio tantissime nuove criptovalute. E non stupisce nemmeno il fatto che, nonostante la comparsa di player importantissimi (Litecoin ed Ethereum su tutti) il Bitcoin funga ancora da benchmark. In un certo senso, le criptovalute – con le dovute eccezioni – seguono i movimenti del Bitcoin o ne sono comunque fortemente influenzati. 

Dove comprare il Bitcoin

Fare trading con il Bitcoin è tutto sommato semplice. Farlo bene, e quindi guadagnarci, è già molto complicato. Il primo passo è scegliere l’interlocutore più adatto, l’intermediario e la piattaforma migliori per generare surplus, per comprare Bitcoin, venderlo etc. La scelta è tra Exchange e broker CFD. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Exchange o broker CFD?

A inizio articolo abbiamo messo le cose in chiaro: i broker CFD rappresentano l’alternativa migliore, se lo scopo è fare trading con il Bitcoin. Qual è il motivo? Per capirlo è necessario conoscere le differenze tra Exchange e broker CFD.

Gli Exchange possono essere paragonati a delle piattaforme di scambio. Si acquistano e si vendono criptovalute, molto banalmente. Ad ogni transazione, si rende alla piattaforma una commissione, che può essere più o meno salata. I problemi degli Exchange sono essenzialmente due: spesso non sono regolamentati, in quanto le legislazioni nazionali sono abbastanza fumose in merito; scontano le lentezze e le distorsioni tipiche delle transazioni in criptovaluta, che proprio per i meccanismi delle blockchain sono ancora piuttosto lente. Questo è un problema non da poco, se si intende fare del buon trading.

Discorso radicalmente per i broker CFD. In prims, sono per legge regolamentati, dunque l’investitore è tutelato dal rischio truffa. Secondariamente, consentono il trading con i CFD, che sono prodotto derivati aventi come sottostante le criptovalute (in questo caso). Chi fa trading con il Bitcoin via CFD, non compra e vende Bitcoin reali, il ché è un vantaggio in quanto i limiti strutturali dell’asset vengono superati di netto (la già citata lentezza delle transazioni). Inoltre, i broker spesso non impongono il pagamento delle commissioni, ma solo degli spread. Ne consegue che il trading CFD è più sicuro, rapido, efficace e mediamente più conveniente. 

Di seguito tre tra i migliori broker CFD in circolazione.

eToro

eToro è un grande nome del panorama broker a livello mondiale. E’ apprezzato per l’efficienza dei suoi servizi, per l’ampiezza dell’offerta, che ovviamente comprende anche il Bitcoin, per l’approccio ai costi molto accomodante. Non impone il pagamento delle commissioni, ma solo di spread equilibrati, bassi e sempre dichiarati. Il deposito minimo iniziale, poi, è di soli 100 euro. 

eToro è conosciuto anche per alcuni servizi innovativi. Su tutti, il CopyTrader, grazie al quale è possibile letteralmente copiare i trader degli altri utenti, e godere potenzialmente degli stessi guadagni. Interessante è anche il Social Trading, un vero e proprio social network dove scambiare consigli, tecniche e indicazioni.

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Investous

Investous è uno dei migliori broker in assoluto. E’ in grado di costruire attorno al trader un ambiente stimolante e confortevole, arricchito da tanti strumenti analitici e operativi. Si è reso protagonista di un radicale abbassamento delle barriere all’entrata: le commissioni azzerate (sostituite anche in questo caso dagli spread) mentre il deposito minimo è di 200 euro.

Investous mette a disposizione un servizio molto interessante, il Trading X Central, attraverso cui è possibile ricevere segnali pronti per essere tradati, chiari e più affidabili della media.

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Plus500

Plus500 è un broker di fama mondiale, forse il nome più conosciuto dentro e fuori il mondo del trading. Spicca per un’offerta mastodontica, che racchiude praticamente tutte le asset class esistenti. I trader possono scegliere tra migliaia e migliaia di strumenti.

Anche Plus500 si caratterizza per l’azzeramento delle commissioni, compensati da sprea variabili, di bassa entità e sempre dichiarati. Un’altra caratteristica positiva di Plus500 è l’offerta di piattaforma, che è ampia e basata su criteri di responsività. In parole povere, è possibile fare trading da qualsiasi device e sempre con la stessa – amplissima – gamma di strumenti analitici e operativi.

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Perché comprare il Bitcoin

Ma perché comprare Bitcoin? Perché fare trading con questa criptovaluta? Ne vale veramente la pena? La risposta è sì, se si assumono i rischi tipici del trading con asset molto volatili. Occorre studiare, impostare la propria attività di trading secondo criteri di razionalità e prudenza, ma certamente il Bitcoin merita di essere preso in considerazione. Ecco alcuni motivi.

Volatilità. Il Bitcoin è volatile, molto volatile. E’ sufficiente dare un’occhiata al grafico per capirlo. Se ciò rappresenta un rischio, perché pone in essere la possibilità di perdere molto denaro, è anche un’opportunità, poiché i guadagni originano dalle oscillazioni.

Liquidità. Il Bitcoin, tra tutte le valute a disposizione, è quella più liquida in assoluto. Se il vostro obiettivo è fare trading con le criptovalute, quindi, non potete non prendere in considerazione il Bitcoin.

Indipendenza. Anche in questo caso, siamo di fronte a un’arma a doppio taglio. E’ vero, l’assenza di una banca centrale o di un ente analogo aggiunge incertezza, ma è anche la garanzia che i prezzi vengano realizzati sempre e solo dal mercato.

Consigli per fare trading con il Bitcoin

Guadagnare con il Bitcoin non è semplice, anche perché si tratta di un asset particolare, soggetto a dinamiche parzialmente diverse da quelle delle azioni, delle valute, delle obbligazioni etc. Dunque, ecco qualche consiglio utile.

L’analisi tecnica del Bitcoin

Il primo consiglio, forse un po’ scontato, è di non rinunciare all’analisi tecnica. Certo, il Bitcoin è imprevedibile e molto volatile, ma l’analisi tecnica può comunque dare tanto.

Le regole di base sono sempre le stesse. L’unica differenza riguarda l’approccio: è necessario contestualizzare qualsiasi evidenza raccolta con l’analisi tecnica, tenendo a mente l’estrema volatilità dell’asset e la sua tendenza a produrre oscillazioni molto ampie, in un senso e nell’altro.

L’analisi fondamentale del Bitcoin

Discoso ancora più complesso per l’analisi fondamentale. Questa pratica si scontra con una caratteristica strutturale del Bitcoin: l’indipendenza. Come già anticipato, il Bitcoin non ha alle spalle nessun ente che possa etero-dirigerlo, ma non ha nemmeno un’economia come sottostante. Di base, non fa riferimento ad alcun market mover regolare, a nessun evento, fatto, dato periodico che possa incidere sul suo prezzo.

Ciò non significa però che non abbia market mover. Solo che questi sono estemporanei, spesso poco prevedibili ma comunque capaci di incidere in maniera drammatica sul prezzo. Che genere di market mover? In linea di massima tutti quelli che hanno come argomenti eventuali restrizioni dal punto di vista legale, normalizzazioni fiscali etc. anche in prospettiva. Molto spesso, è sufficiente che un policy maker esprima una opinione sul Bitcoin affinché questi reagisca prontamente.

Gli aspetti psicologici

Infine, occorre prendere in debita considerazione gli aspetti psicologici. Il trading è anche e soprattutto psicologia, e questo vale per tutte le asset class. Vale ancora per le criptovalute, e in particolar modo per il Bitcoin, che espone il trader a uno stress non indifferente. Anche in questo caso, il consiglio è di contestualizzare e non drammatizzare. Un calo dei prezzi pari al 2% può significare una catastrofe, se l’asset è una coppia di valuta, ma può indicare una “normale” oscillazione se c’è di mezzo il Bitcoin.

Un altro consiglio è di agire con prudenza, riducendo al minimo gli spazi per la discrezionalità. Avere una routine consolidata, una strategia e un sistema di gestione del rischio e del denaro, vuol dire ridurre le necessità decisionali una volta entrati nel mercato, e quindi ridurre il carico di stress.

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