Comprare criptovalute: consigli per guadagnare, quali piattaforme scegliere

Pubblicato in Trading di il 9 Aprile 2020 0 Commenti

Comprare criptovalute, venderle, guadagnarci… Insomma, fare trading. E’ semplice? In realtà no. In primis, perché è l’attività di trading in generale a essere complessa. Secondariamente, perché le criptovalute rappresentano un asset diverso dagli altri, per certi versi strano. A dimostrarlo, tra le altre cose, i movimenti di prezzo. Prima di comprare criptovalute, e fare trading, è necessario avere piena consapevolezza dello strumento, studiare e imparare.

In questo articolo offriremo qualche tassello al puzzle didattico che tutti gli aspiranti trader di criptovalute sono chiamati a comporre. Presenteremo le criptovalute da un punto di vista dell’investitore, forniremo consigli per svolgere una proficua attività di trading. Soprattutto, faremo una panoramica degli strumenti per fare trading, sulle piattaforme e sugli intermediari. Insomma, risponderemo alla domanda: dove comprare le criptovalute?

Anticipiamo fin da subito che lo scontro è tra due alternative: Exchange e broker CFD. Due alternative profondamente diverse, che presentano persino scopi diversi. Anticipiamo anche che la partita è vinta a mani basse dai broker CFD, almeno se l’obiettivo è l’investimento speculativo. Per i dettagli, e le motivazioni di questa preferenza, rimandiamo però ai prossimi paragrafi, dove esploreremo pregi e difetti di Exchange e broker CFD.

Nel corso dell’articolo parleremo anche di alcuni dei migliori broker CFD in circolazione: eToro, XTB e Xtb. Sono broker capaci di mettere a disposizione servizi all’avanguardia, di disegnare un ambiente di trading stimolante e confortevole. Sono anche broker innovativi, che offrono servizi spesso sui generis. Il riferimento è al CopyTrader di eToro, al Trading X Central di XTB e alla diversificazione delle piattaforme di Xtb. Anche di questi parleremo nei prossimi paragrafi.

Un focus sulle criptovalute

Prima di offrire consigli su come fare trading con le criptovalute è necessario fare una panoramica delle stesse, ovvero fornire informazioni sulle loro caratteristiche, sulle loro peculiarità, sulla loro struttura ma anche, perché no, sulla loro storia. Lo facciamo nei prossimi paragrafi.

Le caratteristiche principali delle criptovalute

Le criptovalute, almeno formalmente, sono valute digitali, dunque mezzi di pagamento. Nomi e simboli (il suffisso “coin” e le barre orizzontali del logo) indicano questa funzione. Tuttavia, nessuna criptovaluta viene stabilmente e diffusamente utilizzata come mezzo di pagamento. Solo una manciata di loro, tra cui il Bitcoin e l’Ethereum, consentono in alcuni casi sporadici di acquistare beni e servizi.

Dunque, cosa sono le criptovalute? Beh, attualmente sono “semplici” strumenti di investimento, al pari di un titolo azionario o di un’obbligazione. O almeno così sono percepite dalla stragrande maggior parte degli investitori, dei politici e dei decisori. 

Le criptovalute, poi, presentano alcune particolarità di cui si deve dare conto, che non possono essere ignorate dai trader ogni ordine e grado.

Il riferimento è in particolar modo alla dipendenza e alla decentralizzazione, che sono due tra le caratteristiche fondanti di tutte le criptovalute. Esse non hanno alle spalle un ente che possa impattare in maniera determinante sull’offerta e quindi sulle quotazioni. Non hanno una banca centrale che possa proteggerle dagli squilibri. Ciò conferisce una marcata autonomia dalla discrezionalità altrui (degli attori economici e politici) ma allo stesso tempo aggiunge imprevedibilità.

Secondariamente, le criptovalute sfruttano (la maggior parte di loro almeno) la blockchain, una tecnologia che garantisce sufficienti margini di sicurezza. Il suo funzionamento è complesso, ma basti sapere che grazie alla blockchain, tutti i possessori di criptovaluta diventano nodi, difficili da violare.

Inoltre, le criptovalute possono essere ottenute in due modi: o si acquistano o si “minano”. Il mining è l’atto di ricavare il codice corrispondente a una unità di criptovalute attraverso complessi calcoli matematici Maggiore è la quantità di valuta presente nel sistema, più difficile è il mining. E’ per questo motivo che ad oggi, gli unici a poter minare con efficacia sono i gruppi di “lavoro” che condividono le potenze di calcolo dei priori computer. 

Criptovalute: pillole di storia

La storia delle criptovalute merita di essere raccontata, in quanto ha almeno qualche elemento peculiare. In primis, l’assoluta centralità del Bitcoin. Raccontare le vicende delle criptovalute significa raccontare anche e soprattutto quelle di Bitcoin.

E infatti il settore nasce nel 2008, anno in cui il Bitcoin ha fatto il suo esordio. Il mercato è rimasto di nicchia fino al 2013, con pochi nuovi esponenti a fare il proprio esordio, quando a seguito delle guerra di valute, si è diffusa una percezione delle criptovalute quale bene rifugio, in contrapposizione alle valute fiat. Una percezione che non ha fatto il suo corso, ma che ha portato alla ribalta questi interessanti asset.

Nel 2017, poi, il boom: Bitcoin ha iniziato a macinare terreno, registrando aumenti di prezzo clamorosi. A fine anno la criptovaluta ha superato i 20.000 dollari, con una crescita anno su anno superiore al 2.000%, trascinando con sé l’intero comparto.

Certo, il Bitcoin ha poi subito alti e bassi, entrando persino in crisi nel 2018. Tuttavia, aveva già aperto il vaso di pandora, portando nel dibattito pubblico temi quali la blockchain, le valute alternative, la fiscalità del trading crypto. 

Le criptovalute più importanti

Ad oggi, il mercato delle criptovalute è molto nutrito. Si segnalano infatti centinaia e centinaia di criptovalute. Alcune sono famose, tante altro lo sono meno, e anzi rappresentato di un segmento sotterraneo, fatto di piccole startup. Ad ogni modo, ad oggi la criptovaluta più importante rimane il Bitcoin, che nel frattempo si è “divisa” in due varianti:  Bitcoin Cash e Bitcoin Gold.

Al secondo posto troviamo Ethereum, che sfrutta una tecnologia parzialmente diversa, e che ha saputo caratterizzare l’attenzione dei decisori politici. A seguire, Litecoin e Ripple.

Ciascuna di queste criptovalute è dotata di una propria specificità, ma sono comunque influenzate dalle vicende del Bitcoin. Per quanto possano differenziarsi, e dal punto di vista tecnologico e a livello di immagine, il Bitcoin rimane sempre un benchmark, il market mover principale. 

Fare trading con le criptovalute: Exchange o broker CFD?

Dove comprare criptovalute? La domanda è più che legittima, sia che vogliate fare trading “classico”, dunque in senso speculativo, sia che vogliate semplicemente detenere valuta virtuale per raccoglierne i frutti nel lungo periodo. Come abbiamo già anticipato, l’unica alternativa all’acquisto è il mining, che è un’attività a parte, anche molto complessa. Dunque… Non rimane che “comprare” criptovalute. Dove farlo? 

Ebbene, le alternative sono due: Exchange e broker CFD.

Gli Exchange sono semplicemente delle piattaforme di scambio, nel quale acquistare e vendere criptovalute. I broker CFD sono invece dei veri e propri intermediari per fare trading. Tra l’altro utilizzano i CFD, Contract for Difference, prodotto derivanti che usano – in questo caso – le criptovalute come sottostanti. Ciò significa che quando si compra o di vendita non si sta realmente comprando e vendendo la criptovaluta, bensì un prodotto che si basa sui suoi movimenti di prezzo.

Questo può sembrare un limite ma in verità è un grande vantaggio. In questo modo, infatti, si superano i limiti degli Exchange, ovvero quelli dello scambio reale di criptovalute: la lentezza delle transazioni, innanzitutto, e il pericolo (teorico, ma fino a un certo punto) che la transazione non vada a buon fine.

I broker CFD rappresentano la scelta migliore anche perché sono per leggere regolamentati, quindi offrono buone garanzie di sicurezza. Inoltre, a differenza degli Exchange, possono teoricamente rinunciare alle commissioni a favore di spread di mercato. In effetti, molti broker adottano un approccio con “commissioni zero”. 

I migliori broker per fare trading con le criptovalute

Di seguito, descriviamo alcuni dei migliori broker CFD per fare trading con le criptovalute. 

eToro

eToro è uno dei broker più famosi in circolazione. La fama è meritata in quanto offre servizi efficienti, all’avanguardia. L’offerta è ampia, sia per ciò che concerne gli strumenti analitici-operativi, sia per quanto riguarda gli asset. Tra questi, ovviamente, figurano anche le criptovalute. eToro propone un trading a zero commissioni, che vengono solo in minima parte compensate da spread bassi e sempre dichiarati. Inoltre, il deposito minimo iniziale è di 100 euro, tra i più bassi del mercato.

Spicca anche per alcuni servizi innovativi come il CopyTrader e il Social Trading. Il primo consente di scegliere un trader e copiarne le mosse, il secondo è un vero e proprio social network dove scambiare consigli, indicazioni e strategia con una nutrita community di investitori. 

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Xtb

Xtb è un broker molto conosciuto, che vanta all’attivo centinaia di migliaia di utenti, un segnale della sua efficienza e della capacità di offrire il meglio, ovvero strumenti analitici e operativi che possano facilitare l’attività di trading. Di Xtb stupisce l’offerta, che è semplicemente sterminata. Per quanto riguarda le criptovalute, è possibile fare trading con quelle più famose e non solo, ovviamente sotto forma di CFD.

Xtb spicca anche per la responsività. Lo si evince dal parco piattaforme, che è molto nutrito. Esso conta varianti per tutti i dispositivi, senza per altro registrare differenze in termini di efficienza e completezza. Con Xtb, fare trading da pc e fare trading smartphone sono praticamente la stessa cosa. 

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Consigli per fare trading con le criptovalute

Fare trading è difficile. Se possibile, fare trading con le criptovalute lo è ancora di più. Le criptovalute sono infatti asset particolari, in cui il valore della decentralizzazione si associa ai casi di volatilità estrema. 

Dunque, è bene arrivare preparati all’appuntamento con il mercato crypto. Insomma, occorre studiare e seguire… Buoni consigli. Come quelli che forniremo nei prossimi paragrafi. 

L’analisi tecnica delle criptovalute

L’imprevedibilità e la volatilità estrema delle criptovalute potrebbe spingere i trader più sprovveduti a mettere in secondo piano l’analisi tecnica. Ebbene, si tratta di un errore grave. Praticare una buona analisi tecnica quando si fa trading crypto si può e si deve. L’unica accortezza da prendere consiste nel tenere a mente che potrebbero emergere alcuni valori estremi.

Segnali di entrata rilevati a un livello troppo basso o troppo alto vengono spesso scartati quando si pratica un trading “normale”. Quando di mezzo ci sono le criptovalute, però, ciò non deve essere dato per scontato. 

L’analisi fondamentale delle criptovalute

Anche l’analisi fondamentale va praticata con assiduità. Il consiglio, però, è di fare molta attenzione alla scelta dei market mover. Di norma, infatti, le criptovalute non godono di market mover regolari: non fanno riferimento a un’economia in particolare, non si appoggiano a nessun ente in grado di regolarne l’offerta.

Ciò non significa che le criptovaluta non abbiano market mover. Semplicemente sono “estemporanei”, non periodici. Il riferimento è a qualsiasi evento, di natura economica piuttosto he politica o finanziaria, che sembra poter incidere su alcune delle issues che riguardano le criptovalute: fiscalità, regolamentazione, trasformazione in mezzo di pagamento vero e proprio. 

Dunque, sono market mover sicuramente le dichiarazioni di decisori politici, economici e monetari, soprattutto quando minacciano regolamentazioni. Allo stesso modo, sono market mover le iniziative che puntano a integrare le tecnologie delle criptovalute in progetti di ampio respiro, che possano incidere positivamente sull’immagine delle valute virtuali.

Trading di criptovalute e psicologia

Infine, c’è l’aspetto psicologico. Esso non va sottovalutato. Infatti, le caratteristiche del mondo delle criptovalute rischiano di esacerbare l’impatto psicologico del trading. Il riferimento è da un lato alla volatilità, dall’altro alla difficile leggibilità.

Come difendersi? Ebbene, lo stress può essere compensato da azioni volte a proteggere il capitale, come l’individuazione di stop loss realistici e sufficientemente corti. E’ necessario intraprendere anche un percorso di crescita personale, una specie di training autogeno che possa migliorare la capacità di gestione delle stress. 

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