Comprare azioni: come e dove farlo per guadagnare

Pubblicato in Borse di il 24 Aprile 2020 0 Commenti

Secondo l’immaginario collettivo, comprare azioni è sinonimo di investimento, della possibilità di guadagnare e mettere a frutto il capitale. In realtà, un discorso è comprare azioni, ben altro paio di maniche è farlo in una prospettiva di investimento speculativo. La questione è tutt’altro che semplice e spesso esula dalle competenze del cittadino comune o del piccolo risparmiatore. In questo articolo affrontiamo l’argomento, offrendo qualche consiglio a chi vuol passare dal semplice acquisto di azioni a un investimento vero e proprio, che potenzialmente può portare al profitto anche nel breve periodo.

Descriveremo alcune meccaniche di base, ma forniremo anche informazioni sugli strumenti e sulle piattaforme. Guadagnare con le azioni vuol dire sapere come come farlo, ma anche dove farlo. In genere, è bene anticiparlo già in questa introduzione, la scelta è tra le banche e i broker. Le banche tendono a vincere la contesa perché, sempre secondo l’immaginario collettivo, sono sinonimo di investimento. Il senso comune individua nelle banche l’interlocutore “naturale” con cui interagire quando si vuole investire. In verità, se lo scopo è fare investimento speculativo a breve termine, ovvero trading, i broker rappresentano la scelta più adatta. Spiegheremo il motivo di questa affermazione nei prossimi paragrafi; qui ci limitiamo a citare alcuni dei migliori broker in circolazione: eToro, Investous e Plus500.

Sono broker di fama mondiale, che nel corso degli anni hanno conquistato la fiducia di centinaia di migliaia di investitori in virtù della qualità dei loro servizi, della capacità di disegnare attorno ai trader un ambiente stimolante, confortevole, funzionale alla creazione del profitto. Sono anche broker che hanno aperto proprie porte anche alla gente comune, come si evince dall’abbattimento delle barriere all’entrata. Infine, sono broker innovativi, che hanno fatto scuola in virtù di alcuni servizi particolarmente originali e inediti. Il riferimento è al CopyTrader di eToro, che consente di copiare i trader altrui; al servizio di ricezione segnali di Investous e all’offerta ampia e multi-device di piattaforme targata Plus500. Approfondiremo questi broker nei prossimi paragrafi.

La differenza tra comprare azioni e investire in azioni

Prima di fornire qualche consiglio pratico, è bene porre una linea di demarcazione, ovvero spiegare la differenza tra il semplice acquisto di azioni e l’acquisto di azioni a fini speculativi. 

Chi semplicemente acquista azioni in genere le detiene per lungo tempo, usufruendo degli eventuali dividendi. Chi invece “investe” non si limita a comprarle ma… Le vende anche. Lo scopo, in questo caso, non è tanto attendere i dividendi, bensì sfruttare i movimenti di prezzo e generare un surplus. Significa comprare basso e vendere alto, significa guadagnare nell’immediato mediante il surplus.

Cosa cambia da un metodo all’altro? La differenza che balza subito all’occhio è la prospettiva di rendimento potenziale. In potenza e nel breve periodo, si guadagna di più con il primo metodo o con il secondo? Ovviamente, con il secondo. Infatti, non è detto che i dividendi soddisfino le aspettative, e in ogni caso all’investitore è precluso qualsiasi forma attiva di partecipazione: semplicemente attende un guadagno deciso da altri. Il trader che cerca il surplus, invece, se è bravo, può generare ricchezza. Sia chiaro, è molto complicato e quindi la stragrande maggioranza fallisce nel tentativo. Tuttavia, da un lato qualcuno perde, ma dall’altro qualcuno vince. 

Perché investire in azioni

Ma… Ne vale proprio la pena? In realtà sì, altrimenti non ci sarebbero così tanti investitori nell’azionario. E ne vale la pena per almeno tre motivi.

  • Il mercato azionario è variegato. Anche perché è semplicemente immenso. Certo, dipende dalle possibilità che offre l’intermediario, ma le azioni sono davvero tante, e tutte diverse tra di loro. Insomma, nel mercato azionario è possibile praticare la diversificazione nella sua forma più pura e compiuta. 
  • Il mercato azionario è leggibile. Il trader ha a disposizione una marea di informazioni per orientarsi. In primis, i trimestrali (ovvero i dati sulle performance economiche) della società emittenti, che sono obbligatori. 
  • E’ possibile farlo spendendo poco. Un tempo l’investimento speculativo era appannaggio dei professionisti. Oggi il mondo degli investimenti è molto vicino alla gente comunque. Esistono soluzioni, o per meglio dire strumenti, a disposizione di chi possiede poco capitale. 

I rischi di investire in azioni

Ovviamente, esiste l’altro lato della medaglia. In primo luogo, se è vero che l’investimento nelle azioni consente in potenza di guadagnare molto, è altrettanto vero che nulla, ma proprio nulla è garantito. Anzi, è molto complicato, e presuppone il possesso di competenze specifiche (che tutti possono acquisire, sia chiaro).

Secondariamente, è sempre presente il rischio di perdere denaro, e a questo rischio sono esposti tutti, sia gli esperti che i neofiti. La verità che non di rado il mercato non si comporta in maniera razionale, dunque qualsiasi analisi e predizione va in fumo. Ovviamente, il trader esperto ha le risorse per gestire questi momenti, e ridurre al minimo le perdite. 

Infine, l’investimento azionario richiede tempo e fatica. Non è certo un mestiere, ma poco ci manca. Chi pensa diversamente, rischia di approcciarsi col fare del giocatore d’azzardo, dello scommettitore, che poi il modo più rapido per perdere il proprio capitale. 

Dove comprare le azioni per investire

La questione del “dove” è fondamentale. Anche perché per investire è necessario fare affidamento a piattaforme e intermediari, dunque a una sorta di infrastruttura tecnica che faccia da collegamento tra il trader e il mercato. L’alternativa, in genere, è tra broker e banche. Quale sia la migliore alternativa lo abbiamo anticipato a inizio articolo, ma nel prossimo paragrafo affrontiamo la questione più da vicino. 

Broker vs banche

Perché i broker sono più adatti all’investimento azionario rispetto alle banche? In primis perché sono specializzati, il loro business si basa sull’attività di investimento online. Già questo sarebbe un motivo sufficiente per affidarsi ai broker e non alle banche. In secondo luogo, ed è forse questo il motivo più importante, sono nelle condizioni di imporre spese più contenute. Le banche infatti hanno dei costi di gestione elevati, e ciò si ripercuote sul livello delle commissioni. I broker da questo punto di vista sono più “snelli” e quindi possono – per così dire – alleggerire il carico. Anzi, alcuni propongono commissioni estremamente basse o le azzerano del tutto.

Senza contare che i broker – più delle banche – offrono prodotti alternativi, come i CFD. Con questa sigla si indicano i Contract for Difference, prodotti derivati che permettono di guadagnare sui movimenti di un asset sottostante senza doverlo possedere. Fare trading via CFD è spesso più veloce e meno costoso. 

Le banche sono più sicure, almeno in linea teorica. Tuttavia, negli ultimi anni questa affermazione sta diventando sempre più un luogo comune: il segmento dei broker si è rafforzato, ed è stato sottoposto ad alcuni obblighi particolari. Il risultato è che oggi i broker sono costretti a essere sicuri, ovvero a possedere licenze ufficiali da parte degli enti regolatori. 

I migliori broker

Di seguito, descriviamo alcuni tra i migliori broker in circolazione. Li abbiamo menzionati a inizio articolo: eToro, Investous, Plus500. 

eToro

eToro è un broker conosciuto per  l’attenzione che presta ai neofiti. Non si rivolge solo a loro, ma offre molti servizi in grado di facilitare loro la vita. Un esempio è il CopyTrader, un servizio attraverso il quale si può scegliere un trader e replicarne fedelmente le mosse, in modo da accedere (potenzialmente) agli stessi profitti. A questo si aggiunge anche il SocialTrading, un vero e proprio social network dove è possibile scambiare consigli e strategie.

La volontà di accogliere anche i neofiti è testimoniata dalle basse barriere all’entrata, ovvero dal deposito minimo a 100 euro. Le commissioni, poi, sono addirittura azzerata, solo vagamente compensata dagli spread, che sono comunque bassi. eToro è anche un broker sicuro, come dimostrano le tante licenze in suo possesso, tra cui spicca quella della severissima Cysec. 

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Investous 

Investous è uno dei grandi nomi del trading. E’ noto soprattutto per la qualità dei suoi servizi, per la capacità di disegnare attorno al trader un ambiente sereno e stimolante, funzionale alla generazione dei profitti. Spicca anche per l’ampiezza dell’offerta, che ovviamente comprende anche tantissime azioni (e persino indici azionari).

Al pari di eToro, Investous impone costi molto legger. Il riferimento è al deposito minimo iniziale di soli 200 euro e alle commissioni azzerate. Anche in questo caso vengono imposti degli spread, che sono bassi e sempre limpidamente dichiarati.

Non mancano i servizi innovativi, come Trading X Central, grazie al quale il trader riceve segnali pronti per l’uso. Una menzione va fatta anche al corso di trading gratis, capace di mettere in carreggiata anche il più profano degli aspiranti trader. 

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Plus500

Plus500 è un broker di fama mondiale, uno dei più conosciuti in assoluto. La reputazione è meritata, dal momento che offre servizi all’avanguardia, in grado di far sentire a proprio agio i trader, il tutto condito da una politica dei costi davvero accomodante. Di Plus500 stupisce però l’offerta, che è praticamente sconfinata, e capace di soddisfare le le necessità di diversificazione dei trader più esigenti. 

Plus500 spicca anche per la politica delle piattaforme, che declina in modo “responsive”. Offre varianti per ogni dispositivo, persino per browser. In questo modo è possibile tradare ovunque, e sempre con la medesima efficacia. 

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Come scegliere le azioni

Fare trading con le azioni è facile? Comprare le azioni, rivenderle e guadagnarci è alla portata di tutti? Ovviamente, siamo di fronte a un’attività complicata, che richiede competenze. Per fortuna, queste competenze possono essere acquisite da chiunque, se ci si impegna. 

Il primo passo per guadagnare è comporre il portfolio in modo intelligente. Questa non è evidentemente la sede adatta per spiegare dettagliatamente come comporre un portfolio ma possiamo fornire un consiglio: diversificare. La diversificazione è un proposito che va attuato sempre e comunque, ma soprattutto quando si fa trading con le azioni. In primis perché il mercato è molto volatile, e vi è una necessità ancora più urgente di proteggersi. Secondariamente perché effettivamente il mercato azionario consente una diversificazione anche spinta, dunque… Perché non cogliere questa opportunità?

Come analizzare il mercato

Ovviamente, chi fa trading – in generale, non solo azionario – manifesta la necessità di analizzare il mercato, di capire meglio il presente per intuire il futuro. Cosa dire a riguardo? Ebbene, se si parla di azioni, il trader ha a disposizione una marea di informazioni, di fonti a cui attingere. Il grafico, ovviamente, che consente di fare l’analisi tecnica; ma anche i commenti, le analisi, i paper degli esperti che non risparmiano quando si tratta di offrire delle view e degli outlook sull’azionario.

Va segnalata poi un ulteriore risorsa, che è tipica – se non esclusiva – dell’azionario: i trimestrali. Una società, per essere quotata in borsa, è obbligata a rendere pubblici dati trimestrali, che offrono uno spaccato dettagliato delle performance degli ultimi tre mesi. I trimestrali, unite al bilancio e allo stato patrimoniale, rappresentano una fonte di informazione formidabile per comprendere la capacità di stare a mercato e quindi anche le prospettive future. 

Quali sono le migliori azioni

Chi intende iniziare a comprare azioni in genere fa questa domanda: quali azioni dovrei comprare? In realtà, è almeno in parte una domanda mal posta. Anche perché dipende dallo stile di trading, dalle proprie esigenze e dai propri obiettivi. Non esiste il portafoglio perfetto e adatto a tutti. Certo, è possibile offrire qualche consiglio, pur senza fare nomi.

Per esempio, è bene riservare il giusto spazio alle azioni anticicliche. Queste, pur producendo spesso rendimenti ridotti, tendono a non subire il panic selling o i semplici movimenti al ribasso dettati dal ciclo economico (pensiamo ai farmaceutici). Ovviamente, in maniera del tutto equilibrata, è lecito riservare spazio anche alle azioni che si comportano in maniera opposta, ovvero in grado di produrre oscillazioni di prezzo importanti. Azioni speculative, insomma, che promettono guadagni a chi è in grado di gestirle. 

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